Badante in nero occupa l’immobile dopo la morte dell’assistito. Quali i rimedi per gli eredi?

Dopo aver lavorato per anni in modo irregolare come badante, alla morte dell’assistito, la dipendente, letteralmente, si barrica in casa e fa vertenza agli eredi per il lavoro prestato in nero.
La badante è legittimata a occupare l’immobile? Se lo abbandona provvisoriamente, gli eredi del defunto possono rientrarne nel possesso a sua insaputa? La causa di lavoro ha qualche riflesso nell’esito dell’eventuale giudizio di sfratto?

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Il testamento e il diritto di accrescimento. Quando l’erede testamentario non accetta quanto disposto in suo favore.

Tutti abbiamo sentito parlare del testamento come lo strumento utilizzato da un soggetto per disporre dei propri beni in favore di terzi che non si trovino già nel suo asse ereditario.
Chi redige un testamento dovrà prestare attenzione a non ledere le quote di legittima degli eredi e, al contempo, dovrà valutare con attenzione quali beni devolvere a mezzo del testamento e a quali soggetti. Infatti, potrebbe ben accadere che un soggetto, designato da un testamento quale erede, possa non essere interessato al bene oggetto della chiamata, rifiutandosi di accettarlo.
Cosa succede in questi casi alle volontà previste nel testamento? Che fine fa il bene oggetto di testamento? Ma, soprattutto, chi ha il potere di decidere le sorti di un testamento redatto da un soggetto oramai non più in vita?
Ecco che, in proposito, l’ordinamento ha elaborato lo strumento dell’accrescimento.

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Parentela e affinità: le definizioni, come calcolarne i gradi e perché sono importanti.

Cosa si intende per parentela è ben noto ai più. Meno noto è il concetto di affinità. Ma come deve calcolarsi il grado di parentela e deve affinità? E perché tale calcolo potrebbe risultare utile nella vita quotidiana dei cittadini? Con questo articolo cercherò, senza aspirazione di completezza, di meglio chiarire alcuni di questi concetti.

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La successione a titolo particolare: il legato.

I fenomeni successori a causa di morte si manifestano quasi sempre verso gli eredi legittimi del defunto, i quali, a seguito di chiamata ad accettare l’eredità, divengono i successori a titolo universale. Ovvero, titolari di tutto il patrimonio del de cuius nella sua intierezza, debiti e crediti.
Meno frequentemente, invece, il titolare del compedio ereditario, prima di morire, esprime le sue volontà in un atto pubblico chiamato testamento, con il quale designa uno o più eredi diversi da quelli che sarebbero considerati tali agli effetti della legge.
Ma se con una disposizione testamentaria un soggetto viene fatto succedere a titolo particolare in uno o più rapporti determinati, allora si avrà un legato.
Vediamo in cosa si concreta.

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L’indegnità, ovvero quando si perde il diritto all’eredità.

Il codice civile prevede una serie di casi in cui un soggetto di per sé capace di ereditare e, di fatto, legittimato alla quota perde ogni diritto sull’eredità stessa. Questi casi sono tutti per lo più connessi a un particolare danno che il presunto erede dovrebbe aver arrecato al de cuius o agli altri eredi, o quantomeno tentato di arrecare. I casi sono tassativi, vale a dire che, al di fuori delle sette ipotesi previste dal Codice Civile, in nessun altro caso il presunto erede può essere dichiarato “indegno”.
Vediamo i casi nel dettaglio.

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Revocazione di un testamento: modalità e tempistiche del “ripensamento” del testatore.

Il libro II, titolo III, sezione V del Codice Civile tratta del delicato tema della revocazione delle disposizioni testamentarie. Quando può revocarsi un testamento? La revocazione deve essere espressa o può essere tacita? Occorre sempre la presenza di un notaio? Vediamo di dare risposta ad alcuni dei quesiti.

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Donazione di bene mobile: è sempre richiesto l’atto pubblico?

Tizio, giovane antiquario operante nella città di Roma, incontra casualmente dopo molti anni Caio, un vecchio amico di famiglia proprietario di una importante e redditizia industria. A seguito dell’incontro, vista la grande gioia di entrambi di aver ripreso i contatti dopo molti anni, i due progettavano di rivedersi per rievocare i tempi passati.

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Il figlio nato fuori dal matrimonio può ereditare da parenti diversi dal genitore?

Tizio e Caia erano legati fra loro da un rapporto affettivo che durava da due anni, quando, conviventi e non coniugati, scoprivano nel mese di gennaio 2014 che Caia era incinta. Nel mese di ottobre 2014 veniva alla luce Sempronio, regolarmente riconosciuto dai entrambi i genitori naturali.

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