Il datore di lavoro può chiedere la restituzione dello stipendio che ha pagato erroneamente?

Si chiama indebito retributivo e i precedenti divergono a seconda che si tratti di settore pubblico o di privato.

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La violazione del patto di non concorrenza dell’agente non integra di per sé concorrenza sleale.

La linea di confine fra le due fattispecie è stata segnata dalla Cassazione in diverse occasioni.

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Responsabilità dei datori di lavoro per infortunio, secondo la Cassazione è in solido.

Interessante la pronuncia n. 6939/19 della Suprema Corte, che non ripartisce fra i diversi datori la responsabilità ex art. 2087 c.c., ma la attribuisce in solido.

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Sanzione disciplinare conservativa: è rilevante anche l’elemento soggettivo.

Lo ha confermato il Tribunale di Roma accogliendo il ricorso presentato da un dipendente della P.A. tramite il nostro studio: al di là del comportamento del lavoratore, va valutata la coscienza e la volontà dello Stesso di trasgredire agli obblighi impartiti dal datore, anche in termini di prevedibilità della violazione.

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Tribunale di Roma, è fondato su responsabilità datoriale il ricorso davanti al giudice del lavoro per infortunio sul lavoro contro un’impresa soggetta a procedura concorsuale.

La sezione Lavoro del Tribunale Civile di Roma ha ritenuto che la domanda rivolta al giudice del Lavoro (e non a quello del Fallimento) contro l’impresa soggetta a procedura concorsuale inquadra in automatico la domanda ai sensi dell’art. 2087 c.c. (responsabilità del datore di lavoro).

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Personale di volo e navigante: no alla tutela INAIL. Ma solo per i tratti di volo e navigazione.

Lo prevede un vecchio regio decreto del 1942: a tutelare gli infortuni sul lavoro sono solo polizze private stipulate dai datori di lavoro. Continua a leggere Personale di volo e navigante: no alla tutela INAIL. Ma solo per i tratti di volo e navigazione.

La non cumulabilità fra interessi e rivalutazione monetaria: cosa significa? Un esempio pratico.

Nel caso di ritardato pagamento di prestazioni previdenziali e assistenziali, al pensionato vanno corrisposti anche gli interessi legali e la rivalutazione monetaria: ma i due importi, per le pensioni maturate a partire dal 1° gennaio 1991, non possono essere cumulati fra loro.
Vediamo un esempio pratico per capire esattamente come opera il meccanismo dell’incumulabilità.

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Indire una procedura di mobilità ha o no la preferenza rispetto ad attingere a graduatorie ancora valide?

Si riporta un interessante articolo, tratto dal quotidiano della Pubblica Amministrazione (http://www.ilquotidianodellapa.it/) su una sentenza del Consiglio di Stato di pochi giorni or sono.

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Sezioni Unite, il licenziamento per malattia intimato prima del decorso del termine di comporto è nullo e non inefficace.

L’hanno statuito le SS.UU. della Corte di Cassazione con la sentenza n. 12568 del 22 maggio 2018.
L’intimazione non può considerarsi meramente inefficace sino al decorso del termine, ma è nulla per violazione dell’art. 2110, comma 2, c.c..

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Pensione di reversibilità antecedente all’agosto 1995: in caso di cessazione di contitolarità, non deve essere abbattuta.

Lo aveva già stabilito la Corte di Cassazione con una pronuncia del 2015 e il Tribunale del Lavoro di Roma non ha fatto altro che uniformarsi al precedente: le reversibilità liquidate ai familiari superstiti prima del 17 agosto 1995 non possono essere abbattute secondo quanto previsto dalla legge Dini. E, quindi, le relative pensioni vanno pagate per intero.

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