Cassazione: va provata la responsabilità del Comune o della ASL per ottenere il risarcimento del danno provocato da animali randagi.

«La responsabilità per i danni causati dagli animali randagi è disciplinata dalle regole generali di cui all’art. 2043 c.c., e non da quelle stabilite dall’art. 2052 c.c., sicché presuppone l’allegazione e la prova, da parte del danneggiato, di una concreta condotta colposa ascrivibile all’ente e della riconducibilità dell’evento dannoso, in base ai principi sulla causalità omissiva, al mancato adempimento di una condotta obbligatoria in concreto esigibile, mentre non può essere affermata in virtù della sola individuazione dell’ente al quale è affidato il compito di controllo e gestione del fenomeno del randagismo, ovvero quello di provvedere alla cattura ed alla custodia degli animali randagi».
Questo è il principio sancito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 12112 del 26 giugno 2020.

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Come si calcola il risarcimento del danno?

Vediamo in pochi passaggi che cos’è e come si calcola il risarcimento di un danno non contrattuale.

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Processo penale per incidente stradale: spese per l’avvocato pagate dall’assicurazione solo a certe condizioni.

In caso di processo penale incardinato a seguito di un incidente stradale, l’assicurazione del danneggiante potrebbe essere costretta a rimborsare anche le spese legali, come previsto dal codice civile e da diverse sentenze della Cassazione. Vediamo in che modo.

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Pagamento del debito al creditore apparente, incide il comportamento del creditore?

L’art. 1189 c.c. prevede che «il debitore che esegue il pagamento a chi appare legittimato a riceverlo in base a circostanze univoche è liberato se prova di essere stato in buona fede»: dalla lettera di norma non è chiaro comprendere se anche il comportamento del creditore può influire sulla univocità delle circostanze. Sul punto, ha preso posizione il Tribunale di Potenza con una pronuncia del gennaio 2019.

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Sezioni Unite, contratto di locazione. Omessa o tardiva registrazione e previsione di un canone maggiore in un diverso accordo.

La mancata registrazione del contratto di locazione di immobili ne comporta nullità; essa, ove da sola sussistente, consente la produzione degli effetti del contratto con decorrenza ex tunc (cioè retroattivamente, decorrendo dalla data del contratto stesso), nel caso in cui la registrazione sia effettuata tardivamente. E’ nullo il patto col quale le parti di un contratto di locazione di immobili ad uso non abitativo concordino occultamente un canone superiore a quello dichiarato; detta nullità “vitiatur sed non vitiat”, con la conseguenza che solo il patto risulterà insanabilmente nullo, a prescindere dall’avvenuta registrazione.

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Il contratto di leasing. Quali tutele per questa fattispecie atipica di locazione?

Detto anche ‘locazione finanziaria’, oggi il leasing – che ha origini straniere risalenti ai paesi anglosassoni – è uno degli schemi contrattuali più utilizzati per l’acquisto di beni mobili registrati (autoveicoli e motoveicoli in primis). Costituisce un vero e proprio esempio di contratto atipico, ossia di contratto non previsto espressamente dal codice civile, i cui elementi non espressamente regolati dalle parti vengono evinti per analogia con le generali norme sulle obbligazioni e sui contratti, condite dall’interpretazione dei giudici, alle quali occorrerà fare riferimento in caso di una tutela giudiziale. Vediamo in che modo.

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Gli interessi: tipologie, caratteristiche e particolarità.

Gli interessi: o, in altre parole, quell’obbligazione pecuniaria accessoria ancorata a un’obbligazione principale, anch’essa pecuniaria.
In questo post si vedranno gli elementi fondamentali, le tipologie e la funzione di questo diffusissimo diritto di credito, senza la pretesa di trattare esaustivamente una vastissima tematica giuridica, ma al solo fine di fornire alcune utili coordinate fondamentali.

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Il danno cagionato da cosa in custodia. L’art. 2051 del Codice Civile.

Come corollario del principio espresso dall’art. 2043 del Codice Civile (ai sensi del quale chiunque cagioni ad altri un danno ingiusto deve risarcire il danneggiato), il Codice prevede un particolare tipo di responsabilità per le cose in custodia.

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Il contratto di somministrazione.

Il contratto di somministrazione, o, in altre parole, quel particolare contratto con il quale, ai sensi dell’art. 1559 del Codice Civile, una parte si obbliga a eseguire a favore dell’altra prestazioni periodiche o continuative di cose, verso corrispettivo di un prezzo.
Vediamo le particolarità di uno degli istituti più adoperati nel sistema civilistico italiano.

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Il ritorno dell’anatocismo: il nuovo art. 120 TUB.

L’anatocismo. O, in altre parole, gli interessi sugli interessi, che, nel frattempo, sono divenuti capitale. Non troppo semplice da capire, ma nemmeno così difficile come sembra, dato che si tratta di una prassi ben nota a chi ha avuto rapporti di credito/debito con istituti bancari. Il fenomeno anatocistico costituisce un elemento centrale del contratto bancario e, a oggi, è uno dei principali oggetti delle cause intentate contro le Banche, accusate di “abusare” delle relative norme ponendo condizioni sfavorevoli al correntista. Dopo un “tira e molla” normativo, le nuove norme sembrerebbero segnarne un ritorno in pompa magna.
Ma come possiamo spiegare l’anatocismo? Perché interessa ai correntisti? E in che si concreta la nuova normativa di cui al 120 TUB?

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