Cassazione a Sezioni Unite: in materia di garanzia per i vizi è il compratore il gravato dell’onere di offrire la prova dell’esistenza dei vizi.

La pronuncia è arrivata il 3 maggio 2019 con la sentenza n. 11748, la quale ha sciolto il datato contrasto giurisprudenziale: la Corte ha affermato che, in materia di garanzia per i vizi della cosa venduta di cui all’art. 1490 c.c., il compratore che esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo di cui all’art. 1492 c.c. è gravato dell’onere di offrire la prova dell’esistenza dei vizi.

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Cassazione, l’integrale riparazione del danno non è attenuante per i reati di fuga e di omissione di soccorso a seguito di incidente stradale.

Lo ha stabilito la Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione: in tema di circolazione stradale, la circostanza attenuante dell’integrale riparazione del danno non è applicabile ai reati di fuga e di omissione di soccorso, trattandosi di reati di pericolo.

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Cassazione, abusivo l’accesso su Facebook anche per chi aveva ricevuto la password dal titolare del profilo.

Con due sentenze (n. 2905/19 e n. 2942/19), la Sezione V della Corte di Cassazione Penale afferma che commette il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico ex art. 615-ter c.p. anche chi ha ricevuto in modo pacifico la password della pagina social dal titolare qualora l’accesso ecceda le ragioni per cui era stato consentito.

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Corte Costituzonale, valide le cartelle notificate a mezzo raccomandata

Le cartelle esattoriali notificate a mezzo raccomandata sono valide. Con la sentenza n. 175/2018, la Corte Costituzionale fuga gli ultimi dubbi rimasti sulla liceità o meno delle notifiche effettuate da Agenzia delle Entrate-Riscossione (già Equitalia) attraverso il normale servizio postale.

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Divorzio, le Sezioni Unite sciolgono i dubbi e privilegiano il criterio del contributo alla vita familiare.

Attesa dal 10 aprile, la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione Civile n. 18287 è stata depositata l’11 luglio e ha sgombrato il campo dai dubbi sorti sull’assegno di divorzio dopo la celebre sentenza n. 11504 del 2017, la quale aveva eclissato il criterio del tenore di vita in costanza di matrimonio fra quelli di cui tenere conto per la quantificazione dell’assegno.
Elemento centrale diventa ora l’apporto del coniuge alla vita familiare.

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Sezioni Unite, il licenziamento per malattia intimato prima del decorso del termine di comporto è nullo e non inefficace.

L’hanno statuito le SS.UU. della Corte di Cassazione con la sentenza n. 12568 del 22 maggio 2018.
L’intimazione non può considerarsi meramente inefficace sino al decorso del termine, ma è nulla per violazione dell’art. 2110, comma 2, c.c..

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Firme digitali, la Cassazione equipara le due tipologie di sottoscrizioni.

Secondo il diritto dell’UE e le norme, anche tecniche, di diritto interno, le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni .p7m e .pdf, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna.

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Diritto all’oblio, la Cassazione detta le condizioni.

Non essere più ricordati, nominati e chiamati in ballo dai mass media: si può, ma non sempre. Nella maggior parte dei casi, infatti, telegiornali, giornali e gli altri mezzi di comunicazione possono occuparsi di chiunque, in forza del diritto di cronaca.
Il quale, però, deve rispettare una serie tassativa di regole.

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Il nuovo divorzio: ulteriori pronunce della Cassazione sulla scorta della storica sentenza 11504.

La Prima Sezione civile della Corte di Cassazione ha ritenuto, con la sentenza n. 15481/2017, che il giudice richiesto della revisione dell’assegno divorzile che incida sulla stessa spettanza del relativo diritto (precedentemente riconosciuto), in ragione della sopravvenienza di giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, deve verificare se i sopravvenuti motivi dedotti giustifichino effettivamente, o meno, la negazione del diritto all’assegno a causa della sopraggiunta “indipendenza o autosufficienza economica” dell’ex coniuge beneficiario, desunta dagli indici individuati con la sentenza di questa Corte n. 11504 del 2017; ciò, sulla base delle pertinenti allegazioni, deduzioni e prove offerte dall’ex coniuge obbligato, sul quale incombe il corrispondente onere probatorio, fermo il diritto all’eccezione ed alla prova contraria dell’ex coniuge beneficiario.

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Cassazione Sezioni Unite: interessi e rivalutazione monetaria per ritardato pagamento di stipendi, pensioni o istituti assistenziali dei dipendenti pubblici si calcolano al netto delle ritenute.

Le Sezioni Unite, componendo il corrispondente contrasto e decidendo la relativa questione ritenuta di massima di particolare importanza, con la sentenza n. 14429 del 2017 hanno sancito che, in caso di ritardato pagamento degli emolumenti di natura retributiva, pensionistica ed assistenziale a favore dei pubblici dipendenti in attività di servizio o in quiescenza, gli accessori di legge devono calcolarsi sulle somme dovute al netto delle ritenute previdenziali, assistenziali e fiscali, come previsto dal d.m. n. 352 del 1998.

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