Il patrocinio a spese dello Stato: cos’è e quali requisiti occorrono per l’avvocato “gratis”.

L’avvocato può essere gratis? Esistono casi in cui è possibile e lecito per il cittadino non pagare la parcella del legale che lo assiste in una causa? La risposta è “sì!”: infatti, tutti gli avvocati devono essere pagati per la prestazione professionale offerta, ma in determinati casi, invece del cliente, è lo Stato che procede al pagamento. Vediamo quali.

COS’È IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

Partiamo da un presupposto: l’avvocato non può mai essere gratis. Tutti i liberi professionisti che prestano un’opera personale intuitus personae hanno diritto a essere pagati per la prestazione offerta. E, come gli altri, anche l’avvocato.

Questo è proprio il motivo per cui, nel tempo, la dicitura “gratuito patrocinio” è stata sostituita da “patrocinio a spese dello Stato”: infatti, l’avvocato non è mai “gratuito”, ma piuttosto viene pagato alla parte in causa dallo Stato italiano.

La motivazione che ha portato l’ordinamento a introdurre il patrocinio a spese dello Stato è di carattere sociale e di giustizia equitativa, tenuto conto della semplice considerazione che non sarebbe giusto permettere una difesa tecnica e adeguata solo ai soggetti con determinate facoltà economiche, escludendo al contempo tutti coloro che versano in difficoltà.

Partendo da questa considerazione, il gratuito patrocinio (anzi: patrocinio a spese dello Stato) si sviluppa per aiutare coloro che, sebbene impossibilitati economicamente, sono comunque ritenuti meritevoli dell’assistenza di un legale in un giudizio.

In questa sede ci concentreremo sul patrocinio a spese dello Stato nell’ambito civile e amministrativo, lasciando a un secondo momento l’esame del gratuito patrocinio nel giudizio penale.

I REQUISITI PER RICHIEDERE IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO – GRATUITO PATROCINIO

Quindi, il primo requisito del patrocinio a spese dello Stato è economico, nel senso che viene preso in considerazione il reddito del richiedente nell’anno antecedente al quello del momento in cui viene avanzata l’istanza: tale reddito è attualmente fissato in € 11.493,82 dal D.M. 16 gennaio 2018 in GU n. 49 del 28 febbraio 2018, che ha aggiornato l’art. 76 del DPR n. 115/2002 (Testo unico in materia di gratuito patrocinio – patrocinio a spese dello Stato). La detta somma deve essere risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi.

Per esemplificare: se la richiesta deve essere avanzata nel 2020, il richiedente dovrà far riferimento alla dichiarazione relativa all’anno prima, cioè del 2019, e valutare se, in base a questa, il suo reddito in quell’anno è stato o meno inferiore a € 11.493,82.

Non solo: concorrono alla formazione della somma anzidetta anche i redditi dei singoli componenti del nucleo famigliare del richiedente, che vanno sommati a quello di quest’ultimo. A meno che il processo da intraprendersi non verta sui diritti della personalità (diritto al nome, all’integrità, all’onore, alla riservatezza, etc), ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi (cause di separazione o divorzio).

COME RICHIEDERE IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO – GRATUITO PATROCINIO

Solitamente è l’avvocato stesso che, presa contezza della situazione economica dell’assistito, lo avverte della possibilità di avvalersi del patrocinio a spese dello Stato e provvede a fargli sottoscrivere tutta la relativa documentazione.

La domanda e gli allegati devono essere prodotti al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, competente rispetto al luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo (o che è competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso), oppure del luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi presso le giurisdizioni superiori (Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti).

Ricevuta la domanda, il Consiglio ne valuta la fondatezza ed emette uno dei seguenti provvedimenti: accoglimento della domanda; non ammissibilità della domanda; rigetto della domanda. In questi ultimi due casi, l’istanza può sempre essere proposta in un momento successivo al magistrato competente per il giudizio, il quale deciderà con decreto.

GLI EFFETTI DELL’AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO – GRATUITO PATROCINIO

In caso di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, la parte processuale ammessa non dovrà sopportare alcun tipo di costo legato al giudizio, non solo quanto ai compensi professionali dell’avvocato, ma anche quanto alle spese vive, tasse, trasferte e ogni altro onere direttamente riconducibile al giudizio.

Le somme saranno anticipate direttamente dagli uffici giudiziari o dal legale incaricato, al quale saranno poi liquidati gli onorari direttamente dallo Stato italiano.

POSSO RIVOLGERMI A QUALSIASI AVVOCATO PER AVVALERMI DEL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO – GRATUITO PATROCINIO?

No, non tutti gli avvocati possono assistere i clienti tramite il patrocinio a spese dello Stato, ma solo coloro che sono iscritti in appositi elenchi dietro autorizzazione del rispettivo Consiglio dell’Ordine, il quale istituisce un apposito albo.

Questo studio è fra quelli abilitati ad assistere i clienti tramite il patrocinio a spese dello Stato. Per maggiori informazioni, chiarimenti o dettagli riferiti a specifici procedimenti, potete contattare lo studio ai recapiti forniti nella sezione contatti: https://www.iuribus.com/contatti

Il contatto è gratuito, meramente orientativo e non vincolante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.