La figura dell’esperto per la sicurezza. Il DM 104/2016.

Gli esperti per la sicurezza. O, in altre parole, i soggetti in grado di gestire particolari situazioni di sicurezza, difesa e logistica. Dotati di particolare addestramento e preparazione, supportati da carabinieri, polizia e finanza. Con il DM 104/2016 pubblicato il 16 giugno 2016 e in vigore dal 01 luglio 2016 si è regolata la figura in questione, statuendo sulle modalità di accesso, funzioni, allocazione e retribuzione della stessa.

Vediamo qualche aspetto chiave della norma.

Impiego degli esperti per la sicurezza

Gli esperti per la sicurezza vengono impiegati sulla base delle linee guida definite dal Comitato per la programmazione strategica
per la cooperazione internazionale di polizia (Co.P.S.C.I.P.) di cui all’articolo 5 del decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2010, n. 217.

Il numero degli esperti per la sicurezza è determinato nel limite massimo di cinquanta unità, comprese le venti unità di esperti per la sicurezza della Direzione centrale per i servizi antidroga.

Ma chi sono, come si individuano e come si formano gli esperti per la sicurezza?

L’incarico di esperto per la sicurezza può essere conferito, sulla base degli atti di pianificazione annuale adottati dal Co.P.S.C.I.P. (Comitato per la programmazione strategica per la cooperazione internazionale di polizia), agli appartenenti al ruolo dei dirigenti e dei commissari della Polizia di Stato, agli ufficiali dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, in servizio ovvero assegnati temporaneamente presso la Direzione centrale della Polizia criminale – Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia ovvero la Direzione centrale per i servizi antidroga.
I funzionari e gli ufficiali vengono individuati dalle Amministrazioni di appartenenza, sulla base dei seguenti requisiti:
a) comprovata conoscenza di almeno una delle lingue straniere diffuse in ambito INTERPOL;
b) sufficiente livello di conoscenza dell’uso delle apparecchiature e applicazioni informatiche più diffuse;
c) profilo professionale caratterizzato, preferibilmente, da attività svolta nel settore della cooperazione internazionale o da una pregressa esperienza conseguita in attività di contrasto alla criminalità organizzata o al terrorismo;
d) mancata sottoposizione a procedimenti penali o a procedimenti per l’irrogazione di sanzioni disciplinari previste dai rispettivi ordinamenti, ad eccezione del richiamo orale.

Quindi, dopo un periodo di servizio non inferiore a un mese prestato presso gli uffici menzionati, i funzionari e gli ufficiali di possono essere avviati alla frequenza del corso di aggiornamento presso la Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia, i cui programmi e le modalità di svolgimento sono definiti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 giugno 1986, n. 423.
Seguirà una valutazione di idoneità del candidato, anche al fine di verificare l’attitudine allo svolgimento delle funzioni di esperto per la sicurezza nei diversi contesti linguistici, ambientali od operativi.

Dopodiché, i funzionari e gli ufficiali che hanno conseguito la valutazione di idoneità sono ammessi all’esercizio delle funzioni di esperto per la sicurezza in numero corrispondente a quello dei posti da ricoprire e il provvedimento di assegnazione alle sedi per l’esercizio delle relative funzioni è adottato, su proposta del Capo della Polizia – Direttore generale della pubblica sicurezza,
sentite le Amministrazioni di appartenenza e sulla base delle situazioni emergenti nonché della specifica professionalità in relazione alle esigenze operative e linguistiche prevalenti nella sede di destinazione, dal Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale.

L’incarico e’ revocabile in qualsiasi momento con analogo provvedimento del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, su proposta del Direttore generale per le risorse e l’innovazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, o del Capo della Polizia – Direttore generale della pubblica sicurezza.

L’incarico ha durata biennale ed è prorogabile per non più di due volte. La durata totale dell’incarico non può superare complessivamente i sei anni. Esso è equivalente, a tutti gli effetti, ai periodi di direzione o comando nelle rispettive qualifiche o gradi, presso le Forze di Polizia di appartenenza.

In cosa si concreta l’attività dell’esperto per la sicurezza?
Nel rispetto delle linee di programmazione adottate dal Co.P.S.C.I.P. ed in base agli Accordi bilaterali e multilaterali di polizia, per esigenze relative alle situazioni di particolari aree geografiche, agli esperti per la sicurezza possono essere attribuite funzioni di coordinamento e collegamento operative, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Stato, fermo restando il
numero complessivo di cui all’articolo 3 del presente decreto.

Nelle rappresentanze diplomatiche e negli uffici consolari, l’esperto per la sicurezza occupa un posto espressamente istituito ed assume in loco la qualifica di addetto.

Con apposito Protocollo d’Intesa fra Ministero dell’interno e il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sono regolati gli aspetti organizzativi concernenti la collocazione degli esperti per la sicurezza nelle rappresentanze diplomatiche e negli uffici consolari, senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.

Nello svolgimento dello specifico incarico all’estero l’esperto per la sicurezza, nel rispetto della sua autonomia operativa e senza pregiudizio per il proprio rapporto di servizio con il Ministero dell’interno, dipende funzionalmente dal Capo della rappresentanza diplomatica o dell’ufficio consolare italiano all’estero. Gli esperti per la sicurezza svolgeranno i loro compiti nel rispetto dei doveri connessi all’accreditamento e dei più rigorosi
principi di disciplina, correttezza e decoro.

Il Ministero dell’interno non assegnerà agli esperti per la sicurezza incarichi operativi o compiti in contrasto con i doveri connessi all’accreditamento e questi ultimi aggiorneranno regolarmente il Capo Missione su aspetti di carattere generale relativi all’attività istituzionale svolta nel Paese di accreditamento; si coordina preventivamente con lui circa eventuali viaggi di servizio in Italia o nei Paesi di accreditamento; collabora, se richiesto dal Capo Missione, nelle materie di sua competenza, purché ciò non interferisca con i compiti assegnati dal Ministero dell’interno.

Agli esperti per la sicurezza viene applicato il trattamento economico per il personale in servizio all’estero e in viaggio di cui all’articolo 203, comma 2, lettera b) del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18.
Ai carabinieri, poliziotti e finanzieri di cui possono avvalersi gli esperti per la sicurezza compete il trattamento economico previsto per il personale di esercito, marina e aeronautica destinato a delegazioni o rappresentanze all’estero di cui all’articolo 1 della legge 8 luglio 1961, n. 642 e successive modifiche.

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