Responsabilità dei datori di lavoro per infortunio, secondo la Cassazione è in solido.

Interessante la pronuncia n. 6939/19 della Suprema Corte, che non ripartisce fra i diversi datori la responsabilità ex art. 2087 c.c., ma la attribuisce in solido.

Un dipendente nel corso degli anni veniva continuamente esposto all’amianto nell’esercizio dell’attività lavorativa in favore di diversi datori di lavoro: dall’esposizione, insorgeva una patologia di carattere respiratorio, motivo per cui citava in giudizio l’ultimo dei datori(quello presso cui la patologia si è manifestata) per ottenere la condanna al risarcimento del danno subito, in solido con gli altri.
I giudici di merito accoglievano il ricorso, ma ripartivano il risarcimento fra i datori senza accogliere la domanda di responsabilità in solido.
In questo modo, il lavoratore ricorreva in Cassazione.

La Suprema Corte, ha sovvertito le due precedenti pronunce, spiegando che, in tema di obbligazione risarcitoria derivante da una lesione del diritto alla salute del lavoratore, in ipotesi di concorso tra i vari datori di lavoro, sussiste la responsabilità solidale a carico di ogni singolo per intero con diritto di regresso.

Quest’ultima, a norma dell’art. 2055, comma 1 c.c., ricorre quando: a) il fatto dannoso è imputabile a più persone; b) vi sono condotte tra di loro interconnesse od autonome; c) sussistono differenti o similari titoli di responsabilità, contrattuali od extra-contrattuali.

Nel caso di specie, la patologia del lavoratore derivava da una continua esposizione all’amianto, verificatasi nell’arco di diversi lustri e sotto il controllo di tutti i datori presso cui ha prestato servizio.

Pertanto, nell’ambito di infortuni e malattie professionali, se il danno è stato provocato da diversi datori di lavoro, si configura una responsabilità solidale in base alla quale sono tutti chiamati a risponderne, indipendentemente dalla tipologia di responsabilità, purché si dia dimostrazione del nesso causale fra il danno e il fatto che si adduce lo abbia cagionato.

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