Ricorso dipendenti di Roma per l’indennità da usura psicofisica: retribuzione o risarcimento?

Nell’articolo del 3 marzo 2017 si è dato conto della class action avviata dallo studio per i dipendenti di Roma Capitale che lavorano oltre i sei giorni consecutivi. Agli stessi va pagata un’indennità. Ma tale somma dev’essere pagata in tutti i casi? E per quanti anni indietro prima che il diritto si prescriva?

È una delle domande più frequenti: in tutti i casi spetta il pagamento della maggiorazione? E per quanti anni addietro?

Bisogna distinguere il caso di lavoratori il cui contratto (collettivo o individuale) preveda il pagamento di un’apposita indennità da quelli che ne sono privi.

Nel primo caso si tratta di vera e propria retribuzione, che si prescrive in dieci anni e l’indennità può essere richiesta solo se, nonostante prevista, non venga pagata dal datore.

Nel secondo caso, invece, non si tratta di una retribuzione ma di un risarcimento che è dovuto per mancato ristoro dell’usura patita e quindi si prescrive in dieci anni poiché causato da una negligenza del datore di lavoro che non ha adottato tutte le misure a salvaguardia dell’integrità psico fisica del proprio lavoratore.

In ogni caso, vista l’eterogeneità di casi e contesti, per chiarimenti o dettagli più specifici vi invito a commentare il presente post o a scriverci a mezzo dell’apposito format che trovate qui.

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