L’assicurazione può risarcire un danno procurato prima della sottoscrizione della polizza? La clausola CLAIMS MADE.

Tizio, avvocato del Foro di Roma, prestava assistenza a Caio in un procedimento amministrativo a carico di quest’ultimo. A causa di una dimenticanza piuttosto grave, nel giugno del 2015 ometteva di portare a termine un adempimento fondamentale per il riconoscimento delle ragioni di Caio, a seguito della quale quest’ultimo perdeva la causa e si trovava a dover corrispondere un’ingente somma.

Caio, quindi, nel mese di febbraio 2016, chiedeva spiegazioni a Tizio sull’esito negativo, e, non appena apprendeva dell’omissione del professionista, immediatamente, gli richiedeva il risarcimento del danno che egli aveva patito, direttamente ascrivibile al comportamento dell’avvocato.

Tizio, in proposito, aveva stipulato un’assicurazione professionale nell’ottobre del 2015, nel cui pagamento del premio era ricompresa la tutela verso eventi come quello a danno di Caio.

Tuttavia, avendo sottoscritto il contratto assicurativo ben dopo l’avvenimento dannoso, Tizio si vedeva notevolmente preoccupato, poiché le polizze assicurative non risarciscono l’assicurato per i danni da questo cagionati antecedentemente alla firma.

Tizio decideva, dunque, di recarsi da un legale suo collega specializzato in materia, per ottenere un motivato parere sulla vicenda.

La polizza sottoscritta da Tizio conteneva la clausola CLAIMS MADE (termine che potrebbe tradursi come: “a richieste fatte”) la quale, per fortuna di Tizio, prevede un regime risarcitorio del tutto particolare.

Infatti, spiegava l’avvocato, le clausole in questione, proprie delle assicurazioni professionali, sortiscono l’effetto che il dovere di risarcire il danneggiato non sorge nel momento del fatto dannoso, ma da quando il danneggiato avanza domanda di risarcimento. In altre parole, in deroga a quanto previsto dall’art. 1917 del Codice Civile in materia di assicurazione della responsabilità aquiliana, in presenza di clausola CLAIMS MADE, il danneggiante sarà obbligato a risarcire il danno solo qualora il danneggiato lo richieda, venendo a mancare la configurazione della responsabilità in caso di omessa richiesta.

Nella fattispecie illustrata da Tizio, risulterà senz’altro applicabile il regime previsto dalla clausola presente in polizza: egli ometteva un atto dovuto nel mese di giugno del 2015, sottoscriveva la polizza nel mese di ottobre 2015 e il danneggiato richiedeva il risarcimento solo nel febbraio 2016, facendo sì che non possa in nessun caso considerarsi esclusa l’operatività della clausola.

La “ratio” di un simile istituto sta nel fatto che capita sovente che il professionista non abbia un’effettiva contezza di aver compiuto un’azione dannosa per il danneggiato. Contrariamente agli altri casi di risarcimento del danno, in cui quasi sempre il danneggiante è consapevole dell’azione dannosa posta in essere a scapito dell’altro, in questi casi, invece, potrebbe facilmente accadere il contrario, proprio perché potrebbe essere il cliente, venuto a conoscenza del fatto molto tempo dopo, a renderglielo noto. La clausola, quindi, tutela non solo il professionista, ma anche chi fruisce dell’opera dello stesso, poiché, in caso contrario, la scoperta dopo molto tempo del fatto dannoso, potrebbe pregiudicare le richieste del cliente per il decorso dei termini di prescrizione.

La clausola presenta anche dei lati negativi.
Infatti, potrebbe verificarsi il caso in cui il professionista, magari perché in fase di pensionamento oppure per semplice decisione di cambiare attività, decida di smettere di pagare il premio. In tal caso, egli si esporrebbe al rischio di una richiesta di risarcimento avanzata nel periodo di scoperto assicurativo ma riferita al periodo in cui la polizza era in vigore, con il risultato che il sinistro si considererebbe come avvenuto in assenza di assicurazione.

In tal caso, sarebbe opportuna la sottoscrizione di una nuova polizza, qualche tempo prima della disdetta di quella in essere, con altra e diversa clausola denominata LOSS OCCURENCE. Con questa soluzione, sarà rilevante solo il momento in cui si è verificato l’evento.

Non è superfluo precisare che, data la particolare natura delle polizze con CLAIMS MADE, le quali consentono di risarcire fatti avvenuti prima della sottoscrizione dei contratti, il rischio di tentativi di frode sono elevati e, per questo motivo, la prova della conoscenza dell’evento dannoso da parte del professionista solo dopo la sottoscrizione dovrà essere particolarmente “forte” e credibile.

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