Pagamento del debito al creditore apparente, incide il comportamento del creditore?

L’art. 1189 c.c. prevede che «il debitore che esegue il pagamento a chi appare legittimato a riceverlo in base a circostanze univoche è liberato se prova di essere stato in buona fede»: dalla lettera di norma non è chiaro comprendere se anche il comportamento del creditore può influire sulla univocità delle circostanze. Sul punto, ha preso posizione il Tribunale di Potenza con una pronuncia del gennaio 2019.

Con la sentenza n. 102 del 29 gennaio 2019, il Giudice potentino ha ricordato che, in tema di obbligazioni, l’adempimento è idoneo ad estinguere il debito, anche se effettuato nei confronti del rappresentante apparente del creditore, ove tale erroneo convincimento sia stato determinato anche da un comportamento colposo del creditore, che ha fatto sorgere nel debitore in buona fede una ragionevole presunzione della rispondenza alla realtà dei poteri rappresentativi dell’accipiens (cioè di colui che riceve la prestazione).

Tale efficacia estintiva va, dunque, riconosciuta al pagamento effettuato a colui che appare legittimato od autorizzato a riceverlo, per conto del creditore effettivo, ai sensi dell’art. 1189 c.c., se tale apparenza risulti giustificata da circostanze univoche e concludenti, sì da far sorgere nel debitore un ragionevole affidamento, esente da colpa, sull’effettiva sussistenza della facoltà apparente dell’accipiens di ricevere detto pagamento.

Infine – specifica il Tribunale lucano – tali circostanze rivelatrici rientra la conoscenza di lunga data tra le parti, il rilascio regolare quietanza a saldo nell’ambito del rapporto stretto di lavoro e collaborazione tra le parti ed il pregresso comportamento tenuto dall’accipiens.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.