Covid-19, il divorzio diventa telematico.

L’opportunità ci sarà nei casi di separazioni e divorzi consensuali. Via libera del Consiglio Nazionale Forense che nelle nuove linee guida per i procedimenti durante l’emergenza ammette la separazione tramite PEC per separazioni e divorzi consensuali.

Dissolvere il vincolo matrimoniale ai tempi del Coronavirus: se i coniugi sono concordi nelle condizioni, la separazione o il divorzio si può ottenere senza udienze. Lo ha affermato il CNF nelle nuove linee guida, rivoluzionando in questo modo le ordinarie disposizioni del Codice di Procedura Civile.

Questa tipologia di procedimento – seppur ammessa e favorita dal CNF – deve essere prevista dai Tribunali dei singoli circondari. Per il momento hanno adottato questo rivoluzionario procedimento i Fori di Torino, Vercelli, Monza e Verona, nei quali a partire dal 27 aprile 2020 chiunque voglia presentare il ricorso per la separazione o per il divorzio consensuale potrà farlo in via telematica attraverso «un protocollo ad hoc per questo tipo di pratica».

Moglie e marito dovranno dichiarare di essere perfettamente a conoscenza delle norme processuali che prevedono la partecipazione all’udienza; di essere stati edotti della possibilità di procedere in alternativa alla rinuncia della alla presenza fisica e di avervi aderito liberamente e coscientemente; di non volersi conciliare; e di confermare le conclusioni rassegnate nel ricorso. Il tutto andrà sottoscritto dalle parti e inviato a mezzo PEC.

Solo a seguito di detta manifestazione di volontà, si potrà conseguire l’omologa (nel caso di separazione), la sentenza (nel caso di divorzio congiunto) o il decreto collegiale (nelle altre ipotesi), previa trasmissione telematica per il parere al PM.

Pertanto, all’udienza «virtuale» comunicata agli avvocati in via telematica, le parti non devono partecipare neanche a distanza, serve solo al Tribunale. Si vedrà col tempo se questa formula verrà mantenuta anche quando sarà finita l’emergenza Covid. Per adesso in altri tribunali (come in quello di Roma) non viene esplorata.

Solo con il tempo si potrà affermare la validità o meno della soluzione proposta da parte del CNF e decidere, quindi, se mantenerla o meno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.