Diritto all’oblio, la Cassazione detta le condizioni.

Non essere più ricordati, nominati e chiamati in ballo dai mass media: si può, ma non sempre. Nella maggior parte dei casi, infatti, telegiornali, giornali e gli altri mezzi di comunicazione possono occuparsi di chiunque, in forza del diritto di cronaca.
Il quale, però, deve rispettare una serie tassativa di regole.

L’ordinanza 6919 del 20 marzo 2018 della Corte di Cassazione ha toccato un tema assai discusso e dai risvolti delicati: quello del diritto all’oblio. Tale è il diritto di un soggetto di non essere più menzionato né tirato in ballo dai mezzi di comunicazione.

Ma tale diritto appartiene a tutti? L’oblio è l’eccezione oppure la regola? Esistono delle condizioni perché i mass media possano occuparsi delle vicende di un cittadino, rendendolo protagonista di telegiornali e programmi televisivi?

La Cassazione risponde ai primi due quesiti dicendo che tutti, di regola, hanno diritto all’oblio. E, per potersi lecitamente esercitare il diritto di cronaca, devono verificarsi alcune condizioni tassative.

Infatti, in tema di riservatezza, dal quadro normativo e giurisprudenziale nazionale ed europeo (artt. 8 e 10, comma 2, CEDU e 7 e 8 della c.d. “Carta di Nizza”), si ricava che il diritto all’oblio può subire una compressione, a favore dell’ugualmente fondamentale diritto di cronaca, solo in presenza dei seguenti presupposti:
1) contributo arrecato dalla diffusione dell’immagine o della notizia ad un dibattito di interesse pubblico;
2) interesse effettivo ed attuale alla diffusione dell’immagine o della notizia;
3) elevato grado di notorietà del soggetto rappresentato, per la peculiare posizione rivestita nella vita pubblica del Paese;
4) modalità impiegate per ottenere e dare l’informazione, che deve essere veritiera, diffusa in modo non eccedente lo scopo informativo, nell’interesse del pubblico, e scevra da insinuazioni o considerazioni personali;
5) la preventiva informazione circa la pubblicazione o trasmissione della notizia o dell’immagine a distanza di tempo, in modo da consentire il diritto di replica prima della sua divulgazione al pubblico.

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