Condominio. Atti diretti all’amministratore persona fisica e non nella qualità: quali conseguenze?

L’amministratore del condominio è il detentore di tutte le carte e i documenti previsti dal codice civile e, pertanto, richiederne la consegna allo stesso, in proprio, anziché al condominio non dovrebbe prestare il fianco a irregolarità. Ma può davvero andare a buon fine questa richiesta? Vi sono più vantaggi o svantaggi?

L’amministratore del Condominio. O, in altre parole, una persona fisica (talora società, ma non è questo il caso che ci interessa) che riveste la carica di mandatario dietro nomina dell’ente di gestione condominiale che gliel’ha conferita.

Una persona fisica e, al contempo, il soggetto giuridico che rappresenta l’ente verso l’esterno, dotandolo di un nome, un cognome, una PEC, un domicilio, dei recapiti telefonici e via dicendo.

Ma è possibile, facendo leva sulla carica plenipotenziaria che caratterizza questa figura, rivolgere alla sua persona fisica ogni richiesta che andrebbe indirizzata al condominio? Supponiamo la consegna di un registro. Oppure l’esibizione di un estratto conto.

La legge consente la richiesta direttamente alla persona fisica del mandatario amministratore piuttosto che al condominio stesso nella qualità del suo rappresentante legale?

Le due figure coincidono. Sono la stessa persona e, pertanto, gli effetti di una richiesta o dell’altra dovrebbero sortire il medesimo risultato.

E di fatto così è. Salvo alcune particolarità che diversificano le due procedure, come ad esempio la richiesta di rifusione delle spese al condominio, in un caso, e solo all’amministratore, nell’altro, esponendo il creditore a rischi ben diversi, atteso che il condominio è certamente soggetto statisticamente molto più solvibile rispetto a una persona fisica. Oppure il rischio di cambiamento dell’amministratore nelle more di concessione del provvedimento del giudice nel caso di richiesta alla persona fisica, ma non anche nel caso di richiesta verso il condominio: nel primo caso, l’eventuale provvedimento giudiziale ottenuto (supponiamo un decreto ingiuntivo) smarrirebbe ogni suo valore.

Insomma, in conclusione, la pratica di richiedere un adempimento all’amministratore quale persona fisica, in sé, non pare contrastare espressamente con il diritto positivo. Non esistono norme che lo vietano e l’amministratore “non nella qualità”, dietro giusta richiesta, non può sottrarsi dal darne esecuzione contestando che la stessa non è stata indirizzata al condominio.

Occorrerà piuttosto capire se, nel singolo caso concreto, una strada possa essere più utile dell’altra. E qui entrano in gioco i diversi fattori di valutazione (di cui sopra si è solo fornita un’esemplificazione non esaustiva).

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