Il condominio può essere pagato sul conto personale dell’amministratore?

logo_studio_legale_consulenzeTizio, abitante in un condominio sito in Roma, riceve un bollettino di c/c con il quale l’amministratore gli richiede di versare la quota condominiale ordinaria su conto postale intestato al Condominio. Pochi giorni dopo, Tizio intende recarsi alla posta per procedere al pagamento, ma si rende conto di aver smarrito il bollettino.
Non essendo più in possesso degli estremi del conto su cui effettuare il pagamento, decide di versare la quota direttamente sul conto personale dell’amministratore, dei cui estremi egli è in possesso per rapporti di fiducia e amicizia che intercorrono fra i due.

Successivamente, nel raccontare a Caio, suo vicino di casa, dello smarrimento e delle modalità del pagamento, questi gli contesta che non avrebbe dovuto pagare su un conto diverso da quello condominiale e di avvisare immediatamente l’amministratore dell’accaduto.
Tizio segue il suggerimento di Caio.
Tuttavia, l’amministratore Sempronio rassicura entrambi dicendo loro che il pagamento è comunque tracciato e che la situazione contabile del condominio risulterà comunque chiara dal rendiconto che verrà sottoposto alla delibera assembleare.

A questo punto Caio, scettico sulla risposta fornita dall’amministratore, chiede allo Studio Legale dell’avvocato Mevio, competente sul foro di Roma, di fornirgli un motivato parere sulla vicenda.

Mevio sottolinea che fra le più importanti novità della riforma del Condominio legge 220/2012, in vigore dal 18 giugno 2013, c’è quella dell’obbligatoria istituzione da parte dell’amministratore di un Conto corrente postale o bancario intestato al Condominio, ai sensi dell’art. 1129, comma 7, c.c..
Con questa previsione il legislatore ha inteso impedire ogni possibile confusione fra il patrimonio dell’amministratore e quello del Condominio. Questa attività era molto diffusa nella prassi italiana pre-riforma e, oltre a destare problemi di corretta gestione contabile, originava talvolta anche dei rischi notevoli a carico del Condominio, che ex lege risultava di fatto impossidente.

La novità, oltre a creare ordine sotto quest’ultimo profilo, definendo e separando nettamente le posizioni delle due figure di amministratore e Condominio, è di gran rilievo anche sotto un punto di vista contabile.
Infatti, l’amministratore è obbligato a far transitare nel conto corrente ogni somma che gli venga conferita, in modo da permettere la ricostruzione, in caso di bisogno, dell’esatta contabilità in entrata e in uscita dei movimenti condominiali.

Ogni condomino può controllare i movimenti del conto stesso, estraendo anche copia a proprie spese delle movimentazioni mediante richiesta all’amministratore.

Le sanzioni in violazione degli obblighi predetti sono notevoli: l’art. 1129, numeri 3) e 4), infatti, danno anche al singolo condomino la facoltà di richiedere al Tribunale la revoca giudiziale dell’amministratore che non abbia istituito il Conto corrente a nome del Condominio oppure che abbia in qualsiasi modo confuso il patrimonio del Condominio con quello proprio o di un altro condomino.

Con riferimento al caso di specie, quindi, l’avvocato riconosce come vero quanto affermato da Caio.

Invero, l’amministratore non può in nessun caso mischiare il proprio patrimonio con quello del Condominio e, in proposito, non vale l’eccezione secondo cui mediante i rendiconti si può comunque ricostruire la contabilità: se questo è vero da un punto di vista strettamente contabile, tuttavia contrasta con lo spirito del legislatore. Infatti, questo modus operandi era ampiamente utilizzato prima della riforma del 2013 e il cambiamento del legislatore ha inteso, come già rilevato, facilitare e velocizzare la tenuta della contabilità, non più ancorata a una faticosa ricostruzione dei conti confermata a volte dalle singole ricevute di pagamento rilasciate dall’amministratore ai Condomini e altre volte dalle movimentazioni tracciate sul conto condominiale, ma asciutta e veloce in quanto facilmente accessibile grazie alla sola consultazione del conto e aperta a tutti su semplice domanda rivolta all’amministratore.

Lo studio legale conferma altresì che l’amministratore, da par suo, qualora non ravvisasse di dover versare sul conto condominiale la somma ricevuta da Tizio, ben potrà essere revocato per violazione dell’art. 1129 c.c.: il ricorso potrà essere presentato anche dal solo Caio per il tramite dell’avvocato.

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