Azione collettiva per pagamento dell’indennità da lavoro oltre il sesto giorno consecutivo.

L’art. 36 della Costituzione sembrerebbe non lasciar spazio a dubbi nell’affermare: «Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale […] e non può rinunziarvi». Ma in pochi sanno che in certi casi il lavoro oltre il sesto giorno consecutivo è ammesso, purché adeguatamente indennizzato. Di questo si occupa una delle azioni promosse di recente dallo studio.

Il tema è complesso ed è stato affrontato nelle sentenze dei giudici sin dall’albore della Repubblica italiana. Innanzitutto è giusto premettere che questo studio legale è adeguatamente informato sull’ambito perché si sta occupando del riconoscimento del giusto risarcimento del danno da usura psicofisica per alcuni dipendenti di Roma Capitale, pertanto, se fai parte della categoria e gradisci parlare direttamente con un incaricato dello studio dell’avvocato Rusticelli per avere ulteriori informazioni, clicca qui.

Ora analizziamo la questione dell’articolo che, indipendentemente dalle azioni di classe proposte dallo studio, è valida comunque per qualsiasi lavoratore e lavoratrice che presta la propria opera in Italia tanto nel settore pubblico quanto nel settore privato, e partiamo da un presupposto fondamentale: di regola, il lavoro che superi i sei giorni consecutivi è rigorosamente vietato, così come previsto dalla norma costituzionale e come ribadito anche dall’art. 2109 del codice civile, il quale afferma che il lavoratore ha diritto a un giorno di riposo ogni settimana, di regola coincidente con la domenica.

Tuttavia, nel tempo si è realizzato che in alcuni settori è necessario garantire un servizio prolungato, proprio perché si tratta di ambiti sensibili (si pensi al servizio medico, oppure ai corpi di polizia). In questi casi, per garantire una piena fruizione del servizio occorre stabilire particolari turni di lavoro.

Questo comportamento è stato ritenuto, in un primo momento, lesivo dei diritti costituzionalmente tutelati del lavoratore, ma, nel corso del tempo, si è arrivati a un’apertura sempre maggiore e basata su una serie di benefici a tutela del dipendente, i quali gli rendessero il meno usurante possibile il lavoro oltre i sei giorni di fila.

Innanzitutto, vengono garantiti i riposi compensativi: se il dipendente lavora, ad esempio, dodici giorni di fila, il datore di lavoro sarà obbligato a farlo riposare almeno due giorni di fila, ossia un giorno per ciascuna settimana di lavoro per cui il dipendente non ha fruito del riposo (in questo caso le settimane sono due e, perciò, si tratta di due giorni).

Ma il riposo non è sufficiente: infatti, così si tutela il dipendente del solo fatto che non ha potuto fruire del riposo settimanale che gli spettava, il quale gli viene restituito più in là nel tempo e, quindi, con qualche giorno di ritardo. Ma l’effettivo danno che il dipendente patisce per non aver fruito di uno stacco di 24 ore consecutive dopo sei giorni di lavoro di fila non viene in alcun modo risarcito.

Per estremizzare (caso impossibile a livello pratico, ma utile per capire il punto): lavorare 36 giorni di fila con infine 6 giorni consecutivi di riposo non è come lavorare per sei settimane dal lunedì al sabato con il riposo domenicale. Infatti, sebbene in entrambi i casi il numero di giorni lavorati è identico, come identico è il numero dei giorni di riposo, ben diversa è invece l’usura in cui incorre il primo lavoratore, che per ben 36 giorni di fila non conosce sosta.

Ecco perché il datore che intenda (sempre nei limiti di categoria che dicevamo prima) far lavorare il dipendente oltre i sei giorni di fila deve pagargli un’apposita indennità oppure, se non lo fa, risarcirgli il relativo danno.

Quest’ultimo è il caso di alcuni dipendenti di Roma Capitale che si sono rivolti tramite il nostro studio al giudice del lavoro per ottenere tutela giudiziale e la rifusione di quanto non corrisposto loro negli anni.

Se ritieni di trovarti nella stessa situazione dei dipendenti romani ma lavori presso altra amministrazione o presso un datore di lavoro privato, contatta lo studio per cercare di capire se anche tu avresti diritto a percepire l’indennità in questione, o anche per chiedere conto di tutti i dettagli necessari.
La sola ricognizione del caso non comporta alcuna spesa.
E ricorda: se lavori stabilmente oltre sei giorni consecutivi, non hai diritto solo ai riposi compensativi ma anche al pagamento di un’apposita indennità, oppure al risarcimento del danno che hai patito.

Invece, se sei un dipendente di Roma Capitale, e gradisci ricevere ulteriori informazioni sull’azione legale a favore della tua categoria puoi raggiungere lo studio compilando il relativo modulo di richiesta per l’Azione Collettiva dei dipendenti di Roma Capitale avverso il danno da Usura Psicofisica per il lavoro ulteriore al sesto giorno consecutivo (cliccando qui) e sarai ricontattato il prima possibile.

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