La multa per divieto di sosta. Le regole e tutte le contestazioni sollevabili. (PARTE 2)

Nel post di venerdì 25 novembre si è iniziato ad affrontare il tema delle multe, dando conto dei diversi motivi di impugnazione che possono essere fondatamente portati avanti per potersi procedere all’annullamento del verbale.
Come già preannunciato, nel post di oggi verrà proseguito l’elenco delle diverse tipologie di contestazioni alla multa per divieto di sosta e verrà dedicata una parte al cosiddetto preavviso di contravvenzione (il cosiddetto “foglietto sul parabrezza”) e ai contrasti interpretativi che lo contraddistinguono.

Quanto alla prima delle due questioni, ricominciamo l’elenco lasciato in sospeso la scorsa settimana:

d) l’ultimo elemento da osservare per poter essere lecitamente certi di vedersi accogliere il ricorso al giudice di pace o al prefetto contro una multa per divieto di sosta è la multa stessa. Tengo a ripetere che “multa” è un termine improprio – in realtà si tratta di una sanzione amministrativa.
Per sanzione amministrativa, quindi, non si intende il fastidioso foglietto che troviamo sotto al tergicristallo (che non è obbligo dell’agente accertatore lasciare), ma il verbale che, entro i successivi novanta giorni, ci deve essere recapitato a casa a pena di nullità.
In altre parole, se il verbale o l’avviso di giacenza all’ufficio postale (il timbro fa fede) vi arriva dopo novantuno o più giorni dal momento della violazione (ovvero la data di commessa infrazione) la notifica è nulla e il verbale può essere impugnato e, soprattutto, non deve essere pagato.
Nel verbale, se notificato adeguatamente nel termine di 90 giorni, deve essere riportato espressamente:
Giorno e ora della violazione.
Nome della strada e numero civico (o altro elemento per indicare la posizione del veicolo lungo la strada – ad esempio un palo della luce)
Tipo di veicolo (marca e modello) e targa. Potrebbe bastare anche solo marca e targa, il modello non è strettamente necessario.
Articolo violato e descrizione della violazione.
Importo della multa da pagare e termini entro cui pagarlo (con riferimento al termine di cinque giorni per poter pagare l’importo con l’ulteriore riduzione del 30%).
Termini, modalità e uffici per presentare l’eventuale ricorso.
Ognuno di questi elementi è essenziale affinché il verbale ricevuto diventi esecutivo e non sia opponibile.

e) In caso di plurima sanzione all’interno dello stesso giorno, infine, è doveroso ricorrere per ogni sanzione successiva alla prima. Di fatto una multa per divieto di sosta (ove ciò non costituisca più grave intralcio alla circolazione, o non sia integrato da apposito pannello) non prevede la rimozione del veicolo e sana la violazione per le successive 24 ore. In sostanza, una multa per divieto di sosta elevata il 23.11.2016 alle ore 13:45, seppur non consenta al veicolo di sostare in loco per le successive ventiquattro ore, non è replicabile fino alle ore 13:46 del 24.11.2016.

In tutti gli altri casi, al netto di motivazioni precipue e specifiche o particolari permessi di sosta/circolazione (vedi, ad esempio, il permesso per portatori di handicap che anche in questo caso non è elemento certo di nullità del verbale) la multa elevata per divieto di sosta è valida ed è consigliabile pagarla entro i cinque giorni dalla notifica.

Ed eccoci, quindi, alla seconda questione: il foglietto di preavviso apposto sul parabrezza. Benché non sia un elemento essenziale ai fini del procedimento sanzionatorio, è esso stesso causa di interpretazioni controverse.

Vediamo perché il preavviso di contravvenzione (multa o sanzione amministrativa) non è obbligatorio.
Il foglietto di preavviso ci consente di pagare la sanzione (in questo caso di divieto di sosta e, in casi più generici, tutte le sanzioni relative alla sosta – anche perché sarebbe difficile per un agente di polizia stradale apporre il foglietto di preavviso di contravvenzione a un veicolo che, ad esempio, passa col semaforo rosso) senza l’onere aggiuntivo delle spese di notifica – diverse da comune a comune e comunque ammontanti a dieci/quindici euro circa – e magari anche in misura ridotta e scontata del 30%.
L’agente non ha l’obbligo di apporlo e l’automobilista non ha il diritto di chiederlo. La cosa potrebbe far discutere in quanto, per la stessa violazione, due automobilisti diversi si troverebbero a pagare sanzioni diverse. Tuttavia il fatto che a norma del codice della strada, il preavviso di contravvenzione, non sia comunque apponibile per tutte le violazioni (ad esempio, il c.d. semaforo rosso) dispensa l’autorità giudiziaria dall’obbligo di apporlo anche alle violazioni statiche.
Da qui potremmo aprire un altro capitolo sull’uso degli strumenti informatici come lo Street Control che fotografa il veicolo e invia direttamente la sanzione a casa del proprietario del veicolo senza dare alcuna possibilità all’operatore di apporre il preavviso di contravvenzione o l’ancor più moderno software per smartphone in dotazione alle polizie locali (la polizia locale di Roma Capitale ce l’ha) che, allo stesso modo, permette l’invio rapido di sanzioni senza produrre alcun preavviso.
La tendenza giurisprudenziale, nel caso specifico, è divisa in base all’interpretazione del giudice istruttore del ricorso, ma è tendenzialmente un azzardo proporre un ricorso per la fattispecie di cui sopra rischiando, in caso di soccombenza, di vedersi triplicare la sanzione e di annullare tutte le possibili riduzioni e agevolazioni aggiungendo, ove ricorra il caso, anche le spese di giudizio che di certo saranno comunque più elevate della sanzione stessa.

Ricordiamo che il divieto di sosta è sanzionato, in misura ridotta (ovvero previo pagamento entro i sessanta giorni successivi alla notifica del verbale) con un ammontare di euro 41,00 e che, pagato nei cinque giorni successivi alla notifica, l’ammontare si riduce a euro 28,70.
Opporre ricorso, come detto, per le maggiori spese di notifica dovute in assenza del foglietto di preavviso di contravvenzione, in caso di soccombenza, permetterebbe al giudice di decidere una sanzione complessiva, oltre alle maggiori spese di giudizio, da euro 41,00 a euro 168,00. La convenienza di un’azione legale, in questo caso, è da discutere col proprio avvocato, e soprattutto da valutare con estrema perizia.
Mi permetto una valutazione personale: solo in questo caso suggerirei di estinguere la violazione pagando il modico importo con tutte le agevolazioni promesse per non incorrere in ulteriori perdite di tempo, annessi burocratici e maggiori spese.

In tutti gli altri casi, invece, ovvero quelli contrassegnati dalla “a” alla “e” suggerisco un approfondimento più specifico della questione e, a parte il caso delle necessità personale (caso “c”), mi sento di incoraggiare la produzione del relativo ricorso opponente alla multa per divieto di sosta in difetto degli elementi essenziali che consentono all’agente di polizia stradale di elevare l’opportuna sanzione.

Nel prossimo post, in pubblicazione venerdì 2 dicembre, verranno dati ulteriori suggerimenti e presentate delle agevolazioni da parte dello studio per l’eventuale avanzamento di un ricorso.

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