Alcoltest, nessun obbligo per i verbalizzanti di attendere l’avvocato di fiducia.

Decisione della Corte di Cassazione, Sez. VI, con l’ordinanza n° 28 del 07 gennaio 2021.

L’accertamento strumentale dello stato di ebbrezza (cd. alcoltest) costituisce un atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile ed impone alla polizia giudiziaria di dare avviso al soggetto interessato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, senza che da ciò derivi per i verbalizzanti l’obbligo di attendere un lasso di tempo minimo da tale avviso per procedere all’effettuazione dell’alcoltest al fine di consentire al difensore eventualmente nominato di presenziare.

Decisione controversa, se non altro da un punto di vista pratico – applicativo, poiché ci si chiede come potrebbe essere utile la presenza di un difensore quando oramai l’accertamento strumentale è già stato effettuato.

Il tema è da sempre molto dibattuto per la necessità di bilanciare due esigenze: la prima, come detto, è quella di garantire il verbalizzato della presenza del proprio avvocato di fiducia durante l’accertamento; la seconda, invece, è quella di evitare perdite di tempo arbitrarie, ingiustificate e volte a favorire il sanzionando (se l’avvocato arrivasse dopo ore dalla chiamata dell’assistito, l’alcoltest perderebbe ogni attendibilità e, nel caso di soggetto realmente trasgressore, il tasso alcolemico scenderebbe notevolmente).

Anche una pronuncia delle Sezioni Unite dovrebbe affidarsi a un criterio puramente esperienziale, poiché mancano norme definitive sul tema.

L’auspicio – e forse la scelta di maggior buon senso – sarebbe che il legislatore intervenga dettando tempistiche certe su cui possano fare affidamento sia i verbalizzanti che il verbalizzato.

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