Cassazione Sezioni Unite: interessi e rivalutazione monetaria per ritardato pagamento di stipendi, pensioni o istituti assistenziali dei dipendenti pubblici si calcolano al netto delle ritenute.

Le Sezioni Unite, componendo il corrispondente contrasto e decidendo la relativa questione ritenuta di massima di particolare importanza, con la sentenza n. 14429 del 2017 hanno sancito che, in caso di ritardato pagamento degli emolumenti di natura retributiva, pensionistica ed assistenziale a favore dei pubblici dipendenti in attività di servizio o in quiescenza, gli accessori di legge devono calcolarsi sulle somme dovute al netto delle ritenute previdenziali, assistenziali e fiscali, come previsto dal d.m. n. 352 del 1998.

La questione era sorta nel 2013, quando la Corte d’Appello di Roma aveva rigettato la domanda dell’INPS che riteneva di dover corrispondere interessi e gli altri accessori di legge solo sul netto delle somme oggetto di condanna e non anche sulle somme destinate a previdenza, assistenza e fisco.

Il tema è importante anche per i ricorsi affrontati dallo studio per i dipendenti di ROMA CAPITALE, poiché le somme dovute ai lavoratori dovranno essere calcolate proprio in base al principio in questione.

Le Sezioni Unite hanno seguito le disposizioni di cui all’art. 3, comma 2, del D.M. 1° settembre 1998, n. 352, il quale recita testualmente: «Gli interessi legali o la rivalutazione monetaria sono calcolati sulle somme dovute, al netto delle ritenute previdenziali, assistenziali ed erariali».

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