Cassazione, truffa contrattuale per chi vende un bene non di sua proprietà

La questione è penale e non un problema di carattere civilistico.

La Sez. II Penale della Corte di Cassazione, con sentenza depositata il 31 marzo 2021, ha chiarito che nell’ipotesi in cui un sedicente venditore alieni come propria una cosa non sua, non è applicabile la disciplina civilistica della vendita di cosa altrui con effetti obbligatori, la quale presuppone che l’altruità del bene sia resa nota dal venditore all’altro contraente; se, invece, il falso venditore carpisce la buona fede dell’acquirente, viene posto in essere un contratto fraudolento, rientrante, sotto il profilo penalistico, nella truffa contrattuale.

Nel caso in esame, il condannato aveva posto in vendita una autovettura di terzi senza mai avere adeguatamente informato l’acquirente, e quest’ultimo versava la quasi totalità del prezzo senza ricevere l’auto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.