Coppie omosessuali e adozione di minorenne, l’apertura delle Sezioni Unite.

Va valutata caso per caso l’idoneità della coppia adottante e “no” alla maternità surrogata. Il consenso dei genitori biologici non basta.

Con la sentenza n. 9006 del 31 marzo 2021, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno emesso il seguente principio di diritto, pronunciando su una questione di massima particolare importanza:

“Non contrasta con i principi di ordine pubblico internazionale il riconoscimento degli effetti di un provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di minore da parte di coppia omoaffettiva maschile che attribuisca lo status genitoriale secondo il modello dell’adozione piena o legittimante, non costituendo elemento ostativo il fatto che il nucleo familiare del figlio minore adottivo sia omogenitoriale ove sia esclusa la preesistenza di un accordo di surrogazione di maternità a fondamento della filiazione”.

In questo modo i Giudici respingevano il ricorso di un comune lombardo contrario al riconoscimento del provvedimento ratificato a New York per un bambino figlio di due uomini.

Pertanto, può essere trascritto in Italia il provvedimento con cui uno Stato estero ha ratificato l’adozione di un bambino da parte di una coppia dello stesso sesso. La Cassazione, quindi, ha dato l’ok alla trascrizione, nell’anagrafe italiana, dell’adozione di un bambino, avvenuta a New York, da parte di due uomini, uno cittadino italiano, l’altro americano

In particolare, gli ermellini rilevano che il provvedimento di adozione estero in questione “non si è fondato solo sul consenso dei genitori biologici ma anche sugli esiti di un’indagine relativa all’idoneità della coppia adottante” . Questo significa che “il controllo giurisdizionale non si è limitato al riscontro del consenso dei genitori del minore ma ha avuto carattere complessivo, investendo tutte le parti del giudizio“.

Se in casi del genere emergesse “con obiettività probatoria” che la scelta “di privarsi del figlio minore da parte dei genitori biologici derivi da un intervento di carattere oneroso degli adottandi” o che il “consenso prestato” sia la conseguenza di un “accordo vietato e sanzionato penalmente dal nostro diritto interno” in quanto viola diritti fondamentali della persona, “come l’accordo sulla surrogazione di minore“, allora devono essere valutate – al momento della trascrizione dell’atto o da parte dei giudice – non solo tutta la documentazione formale ma anche “le modalità di produzione” dell’adozione.

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