Opposizione a decreto ingiuntivo, la mediazione è a carico della parte opposta.

Con la sentenza n. 19596/2020 del 18 settembre 2020, le Sezioni Unite della Cassazione Civile pongono fine all’annoso contrasto giurisprudenziale.

Dopo 10 anni dall’introduzione del D.Lgs. n. 28/2010, la Cassazione scrive la parola “fine”: una volta introdotto il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, è il creditore (quindi il soggetto che ha interesse alla conferma del decreto opposto) a dover avviare la mediazione civile, pena l’improcedibilità del processo di opposizione e la revoca del decreto ingiuntivo.

I FATTI

Con il D.Lgs. n. 28/2010 si è introdotta la mediazione civile obbligatoria, vale a dire quel procedimento di mediazione che due parti in conflitto devono obbligatoriamente tentare prima di farsi causa (c.d. condizione di procedibilità), pena l’impossibilità di proseguire il processo: se il Giudice, alla prima udienza, accerta che la mediazione non è stata tentata, invita le parti a esperire il relativo procedimento entro un certo termine e, in mancanza, il processo viene dichiarato – appunto – improcedibile.

Allo stesso tempo, quella normativa ha escluso una serie di casi dall’obbligo di mediazione. Tra questi, quei casi in cui esiste una certa urgenza e la mediazione farebbe perdere del tempo prezioso alla parte, come ad esempio nel procedimento monitorio (il c.d. ricorso per decreto ingiuntivo).

Questo è un processo particolare nel quale un soggetto creditore di una somma ricorre al Tribunale al fine di veder condannato il debitore a pagargli la somma stessa. La particolarità sta nel fatto che il Giudice condanna il debitore senza mai sentirlo, perché questo procedimento è basato su prove molto “forti”: documenti provenienti dal pugno del debitore, buste paga, assegni, etc. Tutte carte molto attendibili già di per sé e che, quindi, permettono al Tribunale di riconoscere le ragioni del creditore senza sentire le difese della controparte ed emettere, quindi, questo provvedimento (chiamato decreto) con cui ingiunge il pagamento.

Attenzione però: al debitore non è preclusa la difesa, ma è solo posticipata ed eventuale. Infatti, il decreto ingiuntivo gli viene notificato e da quel momento egli ha 40 giorni di tempo per potersi opporre, dando così vita a un ordinario processo.

Come dicevamo, la legge dice che se un cittadino volesse ricorrere al Tribunale per ottenere un decreto ingiuntivo, non dovrebbe tentare prima la mediazione con il suo debitore, ma tentarla solo una volta nato l’eventuale processo di opposizione.

Ma il punto è (e qui stava il cuore del problema): chi era il soggetto obbligato a dar vita alla mediazione invitando l’altro ad esperire il relativo procedimento, il creditore opposto oppure il debitore opponente?

LE TESI

Il dubbio non era di poco conto e, anzi, accogliere l’una o l’altra tesi significava stravolgere completamente le strategie processuali delle parti, perché dal mancato esperimento del tentativo – come si è già detto – sarebbe derivata l’improcedibilità del processo (che quindi andava ad estinguersi).

E infatti – riassumendo le diverse posizioni in modo molto schematico e senza pretese di completezza – si criticava la tesi che riteneva obbligato il debitore opponente, perché si diceva che se il debitore aveva introdotto il giudizio di opposizione allora avrebbe avuto l’interesse di introdurre anche la mediazione, perché con l’improcedibilità del processo il decreto ingiuntivo sarebbe stato confermato.

Di opposte vedute la tesi che riteneva obbligato il creditore, dietro il presupposto che con l’improcedibilità del processo di opposizione il decreto ingiuntivo non si sarebbe dovuto confermare, ma revocare, perché il soggetto realmente interessato alla pronuncia non è il debitore, ma il creditore che ha ottenuto il decreto in proprio favore.

LA SENTENZA

La Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 19596/2020 ha accolto questa seconda ricostruzione, emanando il seguente principio di diritto: “Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo”.

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