Sezioni Unite, impugnazione della sentenza entro 30 giorni solo se notificata all’avvocato.

Il caso aveva interessato una ASL a cui era stata notificata una sentenza al fine di far decorrere il termine breve anziché quello di sei mesi.

Con la sentenza n. 20866 del 30 settembre 2020, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno risolto un contrasto giurisprudenziale sancendo il principio di diritto secondo cui:
«A garanzia del diritto di difesa della parte destinataria della notifica in ragione della competenza tecnica del destinatario nella valutazione della opportunità della condotta processuale più conveniente da porre in essere ed in relazione agli effetti decadenziali derivanti dall’inosservanza del termine breve di impugnazione, la notifica della sentenza finalizzata alla decorrenza di quest’ultimo, ove la legge non ne fissi la decorrenza diversamente o solo dalla comunicazione a cura della cancelleria, deve essere in modo univoco rivolta a tale fine acceleratorio e percepibile come tale dal destinatario, sicché essa va eseguita nei confronti del procuratore della parte o della parte presso il suo procuratore, nel domicilio eletto o nella residenza dichiarata; ne consegue che la notifica alla parte, senza espressa menzione – nella relata di notificazione – del suo procuratore quale destinatario anche solo presso il quale quella è eseguita, non è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione, neppure se eseguita in luogo che sia al contempo sede di una pubblica amministrazione, sede della sua avvocatura interna e domicilio eletto per il giudizio, non potendo surrogarsi l’omessa indicazione della direzione della notifica al difensore con la circostanza che il suo nominativo risulti dall’epigrafe della sentenza notificata, per il carattere neutro o non significativo di tale sola circostanza».

Nel diritto processuale civile italiano, se la sentenza viene notificata dal vincitore al soccombente, quest’ultimo ha solo 30 giorni di tempo per poterla impugnare nella sede competente, poiché la legge confida nella sicura conoscenza del provvedimento da parte del ricevente. Conoscenza che invece si presume mancare nel caso di mancata notifica: infatti, in tal caso, dopo la pubblicazione della sentenza, se il vincitore decide di non rendere noto l’esito del giudizio alla controparte, quest’ultima non ha più 30 giorni, ma sei mesi di tempo per impugnare il provvedimento.

Il caso specifico ha riguardato una ASL (che aveva perso una causa) a cui era stata notificata una sentenza dal vincitore: perché l’azienda avesse solo 30 giorni per impugnare la sentenza, questa avrebbe dovuto essere notificata all’avvocato che l’assisteva nel giudizio, senza che abbia alcuna importanza nemmeno la presenza dell’avvocatura interna della ASL nella medesima sede di quest’ultima.

Pertanto, è stato riconosciuto il diritto dell’azienda di fruire del termine lungo semestrale.

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