Attuata la direttiva 2013/48/UE su mandato di arresto europeo e facoltà di comunicazione con terzi e Autorità consolari degli arrestati all’estero.

Con il d.lgs. 184 del 15 settembre 2016, pubblicato in G.U. il 03 ottobre 2016, è stata data attuazione alla direttiva 2013/48/UE, concernente il diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d’arresto europeo, il diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e il diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le Autorità consolari.

Vediamo nel dettaglio le modifiche al Codice di Procedura Penale, alle relative disposizioni di attuazione e alla legge 69/2005.

Anzitutto, viene imposto al pubblico ministero di invitare l’indagato a presentarsi non solo nel caso egli debba essere sottoposto a interrogatorio, ispezione o confronto, ma anche nel caso egli sia soggetto alla individuazione di persone ex art. 361 c.p.p., ossia al riconoscimento da parte di un terzo dell’indagato tramite foto, immagini, video, etc. In tale senso, è stato modificato l’art. 364 del codice di procedura penale, prevedendo che:
a) al comma 1, dopo le parole: «a ispezione» siano inserite le seguenti: «, a individuazione di persone»;
b) al comma 5, primo periodo, dopo le parole: «a ispezione» siano inserite le seguenti: «, a individuazione di persone».

In secondo luogo, il turno differenziato dei difensori d’ufficio presenti nel sistema informatizzato dovrà tener conto anche degli arrestati in esecuzione del mandato di arresto europeo. In proposito, l’articolo 29, comma 4, lettera c), delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, viene modificato con l’inserimento, dopo la parola: «detenuti», della seguente frase: «o arrestati all’estero in esecuzione di mandato di arresto europeo nell’ambito di procedura attiva di consegna, al fine di agevolare la tempestiva nomina di un difensore che assista quello officiato nello Stato di esecuzione».

Infine, con riferimento alla ricezione del mandato di arresto europeo da parte del Ministro della Giustizia, è stata modificata anche la legge 69/2005, prevedendo che all’atto della esecuzione della ordinanza coercitiva emessa a seguito del mandato di arresto, l’ufficiale o l’agente di polizia giudiziaria informa altresì la persona della quale è richiesta la consegna che ha facoltà di nominare un difensore nello Stato di emissione (facoltà in precedenza non espressamente preveduta e la quale aveva destato dei dubbi interpretativi e applicativi della norma). Inoltre, della nomina o della volontà dell’interessato di avvalersi di un difensore nello Stato di emissione il presidente della Corte di appello dovrà dare immediato avviso all’autorità competente dello stesso.

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