Avvocati: la lombosciatalgia acuta non basta per non andare in udienza.

Il legittimo impedimento del legale va prontamente comunicato e lo stato patologico deve mettere a rischio la salute.

“Per essere ritenuto legittimo l’impedimento del difensore deve essere prontamente comunicato, con la conseguenza che la comunicazione pervenuta il giorno stesso dell’udienza è da ritenere intempestiva (cfr. Cass., sez. I, 11.5.1998, n. 6528, rv. 210711)”.

La Corte di Cassazione, II Sez. Penale, in data 21 gennaio 2019 ha, inoltre, ritenuto generica la ragione che, nell’ottica difensiva, giustificherebbe il legittimo impedimento a comparire, consistente in una “lombosciatalgia acuta”, tale da imporre, secondo la allegata certificazione del medico curante, “tre giorni di assoluto riposo e di cura”, salve complicazioni, con “impossibilità” per il difensore di viaggiare.

Ad avviso della Suprema Corte in tale attestazione, infatti, difetta una precisa descrizione dell’intensità dello stato patologico accertato e la sua effettiva attitudine a determinare la dedotta impossibilità a lasciare l’abitazione.

Questi ultimi sono elementi essenziali per la valutazione della fondatezza, serietà e gravità dell’impedimento, “non riscontrabili laddove si tratti di una diagnosi e di una prognosi che, secondo nozioni di comune esperienza, denotino l’insussistenza di una condizione tale da comportare l’impossibilità di comparire in giudizio, se non a prezzo di un grave e non altrimenti evitabile rischio per la propria salute”.

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