Consigli regionali, in vigore la nuova “quota rosa”.

Entra in vigore da oggi la legge 20/2016 volta a modificare la legge 2 luglio 2004, n. 165, art. 4, comma c-bis. Modificato il parametro legale delle quote rosa nei consigli regionali. Vediamo, nel dettaglio, in cosa consiste il cambiamento.

La precedente formulazione prevedeva che: qualora la legge elettorale avesse previsto l’espressione di preferenze, ne avrebbe consentito almeno due con una riservata a un candidato di genere diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima; qualora, invece, avesse previsto liste senza espressione di preferenze avrebbe disposto l’alternanza tra candidati di genere diverso; mentre, in caso di collegi uninominali, bisognava assicurare la parità tra candidature presentate col medesimo simbolo o, in caso di numero dispari di collegi, uno scarto massimo di uno tra candidati dell’uno e dell’altro genere».

Vista l’incertezza della formulazione che consentiva a ogni singola regione di prevedere criteri differenti, si è scelto di assicurare le quote femminili tramite un unico parametro applicabile a tutti i consigli. Inoltre, se prima vigeva un rapporto di 1/2, con la nuova norma si è scelto un sistema di elastico, che prevede un rapporto, al massimo, di 6/10.

L’attuale formulazione, pertanto, prevede i seguenti parametri legali: 1) qualora la legge elettorale preveda l’espressione di preferenze, in ciascuna lista i candidati siano presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60 per cento del totale e sia consentita l’espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima; 2) qualora siano previste liste senza espressione di preferenze, la legge elettorale disponga l’alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60 per cento del totale; 3) qualora siano previsti collegi uninominali, la legge elettorale disponga l’equilibrio tra candidature presentate col medesimo simbolo in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60 per cento del totale».

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