Corte Costituzonale, valide le cartelle notificate a mezzo raccomandata

Le cartelle esattoriali notificate a mezzo raccomandata sono valide. Con la sentenza n. 175/2018, la Corte Costituzionale fuga gli ultimi dubbi rimasti sulla liceità o meno delle notifiche effettuate da Agenzia delle Entrate-Riscossione (già Equitalia) attraverso il normale servizio postale.

La Corte Costituzionale conferma la legittimità della notificazione delle cartelle di pagamento effettuata direttamente dall’agente della riscossione senza ufficiali giudiziari e direttamente a mezzo raccomandata a.r., anche se in modo difforme rispetto alle regole sulla notifica a mezzo posta: infatti, sarebbe comunque assicurata la conoscenza legale dell’atto da parte del contribuente.

In altre parole, vi è una presunzione assoluta di conoscenza della cartella notificata a mezzo raccomandata postale, ferma restando la possibilità per il contribuente di contestarla e di chiedere al giudice di essere rimesso in termini per poterla contestare, nel caso in cui si fornisca la prova di non averla effettivamente ricevuta.

Il giudice delle leggi conferma, in questo modo, il trend già delineato dalla giurisprudenza di legittimità (si veda, in proposito, l’Ordinanza della Corte di Cassazione n. 25128 del 8 novembre 2013) teso a tutelare la discrezionalità del legislatore di prevedere forme di notifica privilegiate in favore dell’amministrazione.

I dubbi di generare uno squilibrio fra pubblico e privato, tuttavia, restano molti: non si comprende per quale ragione debbano ritenersi tutelate le garanzie di conoscibilità dell’atto solo in favore dell’amministrazione, mentre, quando fosse il privato a notificare con gli stessi mezzi, si debba ricorrere agli innumerevoli formalismi previsti dal codice di procedura civile e dalla legge n. 53 del 1994 per ottenere lo stesso scopo.

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