COVID19 e processi sospesi: quali le eccezioni?

Termini bloccati e udienze rinviate a causa dell’emergenza sanitaria. Ma non vale per tutti i processi: è fondamentale capire in quali casi il cittadino potrà ricevere tutela legale e in quali, invece, dovrà attendere. Riassumiamoli in pochi passaggi.

La regola generale vuole che tutti i processi italiani le cui udienze erano state fissate tra il 9 marzo 2020 e il 15 aprile 2020 vengano rinviati e che tutti i termini processuali (quelli per proporre un’impugnazione, depositare difese, etc) restino sospesi per il medesimo periodo. 37 giorni di blocco totale, quindi. Al fine di evitare assembramenti e inevitabili inosservanze alle norme sulle distanze minime. Inoltre, sempre quale regola generale, dal 16 aprile 2020 al 30 giugno 2020 sarà discrezione dei dirigenti degli uffici giudiziari decidere sull’attività dei rispettivi tribunali.

Tuttavia, il D.L. n. 18/2020 ha previsto una serie di casi in cui non deve applicarsi la regola sul rinvio delle udienze, né tanto meno quella sulla sospensione dei termini processuali: questo in ragione della particolare delicatezza delle questioni trattate, che – come vedremo – hanno per lo più a che fare con diritti fondamentali della persona, obblighi alimentari e privazione della libertà personale.

Ma andiamo nello specifico ed esaminiamo in particolare in quali casi le udienze civili e penali non potranno essere rinviate e i relativi termini non saranno sospesi.

a) In materia civile:

1) cause di competenza del tribunale per i minorenni relative alle dichiarazioni di adottabilità, ai minori stranieri non accompagnati, ai minori allontanati dalla famiglia ed alle situazioni di grave pregiudizio;
2) cause relative ad alimenti o ad obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità;
3) procedimenti cautelari aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona;
4) procedimenti per l’adozione di provvedimenti in materia di tutela, di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione nei soli casi in cui viene dedotta una motivata situazione di indifferibilità incompatibile anche con l’adozione di provvedimenti provvisori e sempre che l’esame diretto della persona del beneficiario, dell’interdicendo e dell’inabilitando non risulti incompatibile con le sue condizioni di età e salute;
5) procedimenti di cui all’articolo 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Procedimento relativo agli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera per malattia mentale);
6) procedimenti di cui all’articolo 12 della legge 22 maggio 1978, n. 194 (richiesta di interruzione della gravidanza);
7) procedimenti per l’adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari; procedimenti di convalida dell’espulsione, allontanamento e trattenimento di cittadini di paesi terzi e dell’Unione europea;
8) procedimenti di cui agli articoli 283, 351 e 373 del codice di procedura civile;
9) tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti (la dichiarazione di urgenza è fatta dal capo dell’ufficio giudiziario o dal suo delegato in calce alla citazione o al ricorso, con decreto non impugnabile e, per le cause già iniziate, con provvedimento del giudice istruttore o del presidente del collegio, egualmente non impugnabile);
Per queste cause può essere disposto lo svolgimento delle udienze, che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti, mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia.

b) In materia penale

10) procedimenti di convalida dell’arresto o del fermo;
11) procedimenti nei quali nel periodo di sospensione scadono i termini di cui all’articolo 304 del codice di procedura penale;
12) procedimenti in cui sono applicate misure di sicurezza detentive o è pendente la richiesta di applicazione di misure di sicurezza detentive e, quando i detenuti, gli imputati, i proposti o i loro difensori espressamente richiedono che si proceda;
13) procedimenti a carico di persone detenute, salvo i casi di sospensione cautelativa delle misure alternative, ai sensi dell’articolo 51-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354;
14) procedimenti in cui sono applicate misure cautelari o di sicurezza;
15) procedimenti per l’applicazione di misure di prevenzione o nei quali sono disposte misure di prevenzione;
16) procedimenti a carico di imputati minorenni;
17) procedimenti che presentano carattere di urgenza, per la necessità di assumere prove indifferibili, nei casi di cui all’articolo 392 del codice di procedura penale. La dichiarazione di urgenza è fatta dal giudice o dal presidente del collegio, su richiesta di parte, con provvedimento motivato e non impugnabile.
Sono prorogate le sessioni delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello, in quanto altrimenti la scadenza imminente avrebbe comportato l’attivazione di incombenze che avrebbero richiesto la convocazione di un numero considerevole di persone presso gli uffici giudiziari per la selezione dei giudici popolari.

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