Credito di imposta nella negoziazione assistita. Come fruire dei vantaggi del procedimento.

A un anno dall’entrata in vigore del procedimento di negoziazione assistita, vengono dettate le modalità per fruire del credito di imposta disposto in favore di chi abbia adoperato tale mezzo per risolvere una controversia. Conviene definire un procedimento tramite la negoziazione? In cosa si concreta esattamente tale strumento? E quali sono i benefici?

La negoziazione assistita è stata introdotta con il d.lgs 132/2014 trasformato in legge dalla legge 162/2014. Visto il parziale fallimento della mediazione introdotta nel 2010 e con la quale si mira alla risoluzione di un conflitto innanzi a un soggetto terzo, perlopiù un avvocato, deputato a mettere d’accordo le parti e, eventualmente, a proporre ai “litiganti” una vera e propria proposta conciliativa, il legislatore ha virato su uno strumento che nei presupposti è stato concepito come più snello, veloce e efficace.

La negoziazione assistita consiste in una contrattazione vera e propria fra i legali delle due parti in conflitto, con lo scopo di raggiungere un accordo che, se sottoscritto da entrambe, acquista valore di vero e proprio titolo esecutivo. L’intento, rispetto allo strumento di mediazione, era quello di eliminare un individuo dalla procedura – il mediatore – e affidare la risoluzione della questione direttamente agli avvocati delle parti, ciascuna delle quali dovrà aver delegato almeno un legale.

In taluni casi la negoziazione assistita è prevista come condizione necessaria che dev’essere esperita per poter successivamente ed eventualmente incardinare il giudizio, mentre, in altri, l’esperimento della stessa è rimesso alla volontà delle parti, spinte dall’incentivo di poter godere di diversi vantaggi.

Fra i benefici offerti alle parti, oltre ai costi della procedura che rispetto a un ordinario giudizio di cognizione si riducono drasticamente, vi sono benefici di carattere fiscale.

Infatti, le disposizioni prevedono la possibilità per chi abbia utilizzato la negoziazione di beneficiare di un credito di imposta.

Con il decreto interministeriale 23 dicembre 2015 pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’08/01/2016 si è data attuazione alle modalità per ottenere il credito in questione.
Coloro che, nell’anno 2015, abbiano corrisposto al proprio avvocato il compenso per aver svolto l’attività di negoziatore, dovrà compilare un apposito form chiamato “Incentivi fiscali alle misure di degiurisdizionalizzazione di cui al decreto-legge n. 132 del 2014” reperibile sul sito internet del Ministero della giustizia, www.giustizia.it, allegando allo stesso 1) l’accordo di negoziazione assistita; 2) copia della fattura; 3) copia del bonifico attestante il pagamento.

Il credito di imposta sarà commisurato al compenso corrisposto al proprio legale ma, comunque, non potrà superare la somma di € 250,00.

Il credito, qualora riconosciuto dal Ministero (con comunicazione online sul medesimo sito), potrà essere portato in compensazione con i debiti verso l’erario.

Considerate le facili modalità di aggiramento della normativa per simulare un credito in realtà basato su pagamenti fittizi, è stato previsto che in caso di indebita fruizione, le sanzioni si basano per lo più sul recupero delle somme con interessi e ulteriori sanzioni pecuniarie.

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