Forze armate, forze di polizia e Vigili del Fuoco. Il decreto conferma l’addio ai limiti di altezza.

Ieri 29 dicembre 2015 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il tanto atteso decreto che mette la parola fine alla querelle sui limiti fisici per l’accesso a forze armate, forze di polizia e vigili del fuoco.
In seguito alle pressioni fatte da legali e avvocati parlamentari del Movimento 5 Stelle, è stata confermata l’abolizione dei limiti d’altezza e l’introduzione di nuovi parametri valutativi della forma fisica del candidato.

Il DPR 207/2015 modifica il DPR 90/2010 prevedendo:
– l’abolizione della statura minima fra i requisiti per l’accesso alle categorie menzionate. Precedentemente, il limite previsto era di 165 cm per gli uomini, 161 cm per le donne, 170 cm per gli uomini ufficiali dei Carabinieri, 165 cm per le donne ufficiali dei Carabinieri, e, per il personale della marina militare, massimo 195 cm per il personale e altri limiti per gli ufficiali piloti e gli ufficiali dei ruoli naviganti;
– la sostituzione del requisito abolito con una serie di parametri atti a vagliare la forma fisica del candidato. In proposito, si valuterà: 1) la forza della presa (il c.d. handgrip strength test), per gli uomini pari almeno a 40 kg, mentre per le donne a 20 kg; 2) la massa grassa, la quale, per gli uomini, non potrà essere inferiore al 7% e superiore al 22% della massa corporea, mentre, per le donne, non potrà scendere al disotto del 12% e non potrà superare il 30%; 3) la massa magra (o “massa metabolicamente attiva”) dovrà essere pari almeno al 40% della massa totale per gli uomini e al 28% per le donne.

I DUBBI DELLA NUOVA FORMULAZIONE

Se le disposizioni abrogate lasciavano trapelare non pochi dubbi sull’opportunità delle regole previste, nondimeno anche la riforma esaminata fa sorgere qualche interrogativo.
Infatti, se la statura di per sé non costituiva un dato sicuro e statisticamente certo per potersi affermare l’adeguata costituzione fisica del candidato – si pensi agli uomini più bassi del metro e sessantacinque, i quali ben potevano godere di particolare destrezza, velocità e agilità e, pertanto, in grado di svolgere incarichi di pubblica sicurezza nonostante fossero di bassa statura -, lo stesso potrebbe dirsi per i nuovi parametri. Oltre a questioni legate al necessario decoro e alla prestanza degli appartenenti alle Forze dell’Ordine (declamati nei mesi scorsi dai vertici delle medesime per contrastare la riforma), sotto un profilo squisitamente tecnico occorre sottolineare che il test della forza non valuta la forza complessiva del soggetto a seguito di un accertamento basato su diverse prove fisiche, ma affida la difficile valutazione al test della presa, che si sostanzia nel verificare la forza espressa dalla stretta della mano e niente di più; inoltre, non si prende in considerazione la distribuzione della massa grassa sul corpo, tenendone da conto solo la percentuale globale, quando un settore con percentuale particolarmente elevata potrebbe inficiare la salute complessiva del candidato.

Il sottoscritto avvocato Rusticelli coglie l’occasione per augurare a tutti i lettori del blog uno splendido 2016.

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