Gazzetta ufficiale: pubblicato il decreto che dal prossimo anno regolerà condizioni essenziali e massimali delle assicurazioni degli avvocati.

È stato pubblicato ieri 11/10/2016 in G.U. il decreto che regola le condizioni essenziali e massimali minimi delle polizze assicurative a copertura della responsabilità civile e degli infortuni derivanti dall’esercizio della professione di avvocato.
Vediamone i dettagli.

Anzitutto, con riferimento all’oggetto dell’assicurazione, questa dovrà prevedere la copertura della responsabilità civile dell’avvocato per tutti i danni che dovesse colposamente causare a terzi nello svolgimento dell’attività professionale, la responsabilità per qualsiasi tipo di danno: patrimoniale, non patrimoniale, indiretto, permanente, temporaneo, futuro, nonché la responsabilità dell’avvocato anche per colpa grave.
L’assicurazione deve coprire la responsabilità per i pregiudizi causati, oltre ai clienti, anche a terzi, senza che possano essere considerati tali i collaboratori e i familiari dell’assicurato.
Ai fini della determinazione del rischio, per «attività professionale» dovrà intendersi:
a) l’attività di rappresentanza e difesa dinanzi all’autorità giudiziaria o ad arbitri, tanto rituali quanto irrituali;
b) gli atti ad essa preordinati, connessi o consequenziali (ad esempio, l’iscrizione a ruolo della causa o l’esecuzione di notificazioni);
c) la consulenza od assistenza stragiudiziali;
d) la redazione di pareri o contratti;
e) l’assistenza del cliente nello svolgimento delle attività di mediazioni, o di negoziazione assistita di cui al decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132.

L’assicurazione, inoltre, deve prevedere la copertura della responsabilità civile derivante da fatti colposi o dolosi di collaboratori, praticanti, dipendenti, sostituti processuali e per danni derivanti dalla custodia di documenti, somme di denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti o dalle controparti processuali di questi ultimi.

Quanto all’efficacia nel tempo, l’assicurazione deve prevedere, anche a favore degli eredi, una retroattività illimitata e un’ultrattività almeno decennale per gli avvocati che cessano l’attività nel periodo di vigenza della polizza.

Il decreto prevede, quindi, i massimali minimi di copertura per fascia di rischio secondo una serie di criteri specificati in apposita tabella.

In presenza di franchigie e scoperti, l’assicuratore sarà comunque tenuto a risarcire il terzo per l’intero importo dovuto, ferma restando la facoltà di recuperare l’importo della franchigia o dello scoperto dall’assicurato che abbia tenuto indenne dalla pretesa risarcitoria del terzo.

Le parti possono prevedere clausole di adeguamento del premio, nel caso di incremento del fatturato a contratto in corso.

Infine, con riferimento agli infortuni sul lavoro, l’assicurazione deve essere prevista a favore degli avvocati e dei loro collaboratori, praticanti e dipendenti per i quali non sia operante la copertura assicurativa obbligatoria I.N.A.I.L.

L’assicurazione deve prevedere la copertura degli infortuni occorsi durante lo svolgimento dell’attività professionale e a causa o in occasione di essa, i quali causino la morte, l’invalidità permanente o l’invalidità temporanea, nonché delle spese mediche.

Il contratto deve includere tra i rischi assicurati l’infortunio derivante dagli spostamenti resi necessari dallo svolgimento dell’attività professionale.

Le somme assicurate minime sono le seguenti:
capitale caso morte: euro 100.000,00; capitale caso invalidità permanente: euro 100.000,00; diaria giornaliera da inabilità temporanea: euro 50,00. Resta obbligatoria l’informazione da rendere al cliente ai sensi dell’art. 12, comma 1, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, gli estremi delle polizze assicurative attuative dell’obbligo sono resi disponibili ai terzi senza alcuna formalità presso l’Ordine al quale l’avvocato è iscritto e presso il Consiglio nazionale forense, e sono pubblicati sui rispettivi siti internet.
Il decreto entrerà in vigore l’11 ottobre 2017. Le polizze assicurative stipulate fino al giorno prima dell’entrata in vigore del decreto dovranno essere adeguate alle disposizioni in esso dettate.

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