Il furto di un bene di proprietà altrui. Alcuni rilievi di carattere penalistico.

Tizio, a seguito di una notte passata nella sua abitazione con Caia, una sua frequentazione, risvegliatosi all’indomani rileva che gli è stato sottratto un bene. Tale bene, tuttavia, non era di sua proprietà, ma di proprietà di Sempronio, un suo amico che a sua volta lo aveva ereditato.
Al netto di ogni considerazione di carattere civilistico, Tizio si domanda: a) se può egli stesso sporgere denuncia alle autorità competenti seppur non sia il proprietario del bene; b) come procederebbe, eventualmente l’organo inquirente; c) quale sanzione potrebbe essere comminata.


Ai sensi dell’art. 624 del codice penale, chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516. Tale reato è punibile a querela della persona offesa, salvo che non ricorrano una serie di circostanze aggravanti.

Tuttavia, se il fatto avviene mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, allora la punizione è la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 309 a euro 1.032, salvo, anche in questo caso, non ricorrano una serie di circostanze aggravanti.

Si badi che se il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa sottratta, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita, oppure se il fatto è commesso su cose di tenue valore, per provvedere a un grave ed urgente bisogno, la pena della reclusione viene diminuita fino a un anno ovvero la multa fino a euro 206.

Con riferimento al caso che ci occupa, possiamo rispondere ai quesiti che ci siamo posti in questo modo:
a) Tizio, seppur non proprietario del bene, ne era comunque il possessore. L’ordinamento giuridico appresta delle tutele grandissime in favore del possessore in buona fede del bene, talora assimilabili a quelle garantite per il proprietario: per questo, è fuor di dubbio che anche il possessore debba ritenersi persona offesa dal reato e, come tale, perfettamente idonea a sporgere la querela di cui all’art. 624 c.p.;
b) a seguito della querela, un Pubblico Ministero (P.M.) dovrà tener conto della notitia criminis e procedere alle consuete indagini mediante la polizia giudiziaria: potrà ascoltare persone, raccogliere sommarie informazioni o compiere tutti gli atti, meccanici o di qualunque altro tipo, sui luoghi al fine di ottenere informazioni utili per trovare l’autore del fatto. Nella fattispecie in discorso, l’operazione verrebbe senz’altro agevolata dal fatto che Tizio sapeva chi si trovasse con lui nell’abitazione al momento del furto;
c) come si evince dalle disposizioni citate in precedenza, si tratta sicuramente di un fatto che ricalca la fattispecie di furto ex art. 624 c.p.. Sembrerebbero sussistere sia una circostanza aggravante (il fatto che il furto sia stato commesso mediante introduzione nell’abitazione altrui: l’applicazione di tale circostanza, tuttavia, è molto dubbia, poiché sussiste il consenso dell’abitante a far entrare il terzo e la norma intende punire chi si introduce clandestinamente nell’abitazione/dimora); sia almeno una circostanza attenuante, se non due: infatti, occorrerebbe seguire gli sviluppi della vicenda perché il bene rubato è sicuramente di tenue valore (un accappatoio) e, dello stesso, Caia potrebbe aver inteso fare un uso momentaneo per poi volerla restituire oppure un uso dettato da altri fattori di grave e urgente bisogno (si pensi a quando, ad esempio, le coperte o beni simili – come potrebbe essere considerato un accappatoio – potrebbero servire per placare una fiammata).

In conclusione: per attivare le indagini occorrerà senz’altro la querela di Tizio oppure, al più, del proprietario del bene, Sempronio (a nulla rilevando il fatto che quest’ultimo aveva ereditato il bene). E, a seguito delle indagini svolte dalla polizia giudiziaria coordinata dal PM, se il bene non sarà quanto prima restituito o ne verrà provato l’utilizzo per grave e urgente bisogno, l’autore del furto rischierà una pena da 6 mesi a 3 anni o una multa da 154 € a 1.032 €.

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