Le procedure di mobilità volontaria quale mezzo per cambiare il luogo di lavoro: il progetto di portale Iuribus.

Capita spesso, per le esigenze più diverse, di dover cambiare il luogo in cui si presta la propria attività lavorativa. Motivi di studio, salute, esigenze famigliari o semplice iniziativa del lavoratore: se il dipendente fa parte della pubblica amministrazione, allo stesso è consentito lo spostamento purché in aderenza a una serie di regole predisposte dall’ordinamento.

Nel presente post non verranno trattate le tematiche attinenti alla recente normativa del 2014 concernente la mobilità obbligatoria nonché gli altri tipi di mobilità creati per soddisfare esigenze della P.A.: si tratterà solo delle procedure di mobilità che possono sorgere su iniziativa del dipendente pubblico.

Tali procedure sono, essenzialmente, due:

A) Mobilità compensativa o interscambio. La legge  prevede la possibilità di uno scambio di dipendenti della Pubblica Amministrazione, anche se appartenenti a un diverso comparto, purché esista l’accordo delle amministrazioni di appartenenza ed entrambi i dipendenti posseggano un corrispondente profilo professionale, oppure qualora svolgano le medesime mansioni. Questo tipo di mobilità è disciplinata dall’art. 7 del D.P.C.M. 325/1988 e lascia ampia discrezionalità alle amministrazioni coinvolte, richiedendo alle stesse un semplice nullaosta affinché la pratica vada a buon fine.

Nonostante la discrezionalità lasciata alle amministrazioni, l’interscambio è il miglior sistema per coniugare le proprie esigenze personali e professionali: lo svantaggio dovuto alla perdita di una risorsa per l’amministrazione è del nullo, o, comunque, ridotto al minimo. Questo è uno dei motivi per cui una pratica di mobilità compensativa ha maggiori probabilità di successo rispetto alla mobilità volontaria: non sono previsti dei bandi di mobilità, necessari invece per la mobilità volontaria, ma una semplice procedura di interpello interno.
Per presentare una richiesta di mobilità compensativa, occorrerà, anzitutto, trovare una persona di pari qualifica e profilo professionale interessata all’interscambio, dopodiché entrambe le risorse dovranno spedire contemporaneamente una lettera all’ente in cui si rappresenta che si desidera trasferirsi e nella quale si chiede di essere trasferiti con mobilità e si dichiara di essere a conoscenza che l’altra persona ha a sua volta presentato analoga domanda. Tale comunicazione va spedita per conoscenza anche al proprio ente di appartenenza.

In caso di accoglimento della domanda, l’ente presso il quale si è presentata domanda di mobilità scriverà all’ente presso il quale si lavora, chiedendo la concessione del nullaosta al trasferimento.

A questo punto, l’ente di appartenenza dovrà rispondere concedendo o negando il nullaosta.

 

Questo tipo di mobilità può svolgersi non solo a due, ma anche a tre o più dipendenti: ad esempio, può concretizzarsi la mobilità compensativa secondo cui il dipendente di Roma voglia spostarsi a Milano, quello di Milano a Napoli e quello di Napoli a Roma.

Mobilità  volontaria. Come per la mobilità compensativa, la mobilità volontaria è possibile anche fra comparti diversi ed è sempre necessario il nullaosta da parte dell’amministrazione di appartenenza. In questo caso, però, la normativa indica una parità di qualifica, e non di profilo professionale.
Stante il sistema di  classificazione del personale, la mobilità dovrebbe essere permessa per la copertura di ruoli relativi alla stessa area, perlomeno all’interno del medesimo comparto, indipendentemente dalla situazione retributiva.
Questa procedura è regolata dall’art. 30 del TUPI (Testo Unico Pubblico Impiego) D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 ed è ancorata a una procedura selettiva caratterizzata da alti fattori di trasparenza e pubblicità. Si tratta di un vero e proprio bando che viene pubblicato per almeno 30 giorni sul sito ufficiale della P.A. interessata e a seguito del quale l’amministrazione dovrà procedere a una valutazione dei candidati per meglio scegliere la risorsa più adatta.
Nel caso in cui il dipendente risultasse vincitore del bando, l’amministrazione di provenienza avrà comunque l’ultima parola, dovendo valutare, in base a una valutazione sull’organico, sui costi e, in generale, sull’opportunità di perdere una risorsa, se cedere la risorsa stessa o meno. La decisione è unilaterale e non sindacabile.

La procedura di mobilità per interscambio costituisce, senz’altro, quella più rapida ed efficace per consentire al dipendente di spostarsi. Peraltro, se nella procedura di mobilità volontaria le possibilità di un veto dell’amministrazione di provenienza sono elevate (poiché, di fatto, la stessa andrebbe a privarsi nel breve di un lavoratore non rimpiazzato prima di un successivo bando in entrata), in quella di mobilità per interscambio sono ridotte: infatti, entrambe le amministrazioni non rileverebbero alcun cambiamento significativo, sia per numero di risorse, che per mansioni svolte e retribuzioni.

L’unica difficoltà di questo tipo di mobilità risiede nel trovare un’altra risorsa disponibile a “scambiarsi” di luogo con il richiedente.

A questo fine, Iuribus sta mettendo a punto un portale dedicato esclusivamente alle procedure di mobilità per interscambio e volto a favorirne l’esito positivo. Iscrivendosi al portale, sarà possibile, una volta inserite le informazioni concernenti la propria attività lavorativa, verificare all’istante se vi siano altri dipendenti iscritti che intendano spostarsi nel luogo di provenienza di chi effettua la ricerca (nel caso di soli due soggetti coinvolti) oppure in un altro luogo in cui si trova un terzo interessato sempre alla meta da cui proviene chi effettua la ricerca (nel caso di tre soggetti coinvolti).

17 commenti su “Le procedure di mobilità volontaria quale mezzo per cambiare il luogo di lavoro: il progetto di portale Iuribus.”

  1. Salve, mi chiamo Arianna e sono un’infermiera di Cagliari. Io ho trovato un cambio per una mobilità compensativa a tre. Il problema è che nessuno mi sa dire come impostare la domanda. Ci sono dei moduli prestampati? potete aiutarmi?
    Grazie Mille

    Arianna

    1. Buonasera Arianna.
      No, non esistono prestampati, né tanto meno modelli “giusti” o “sbagliati”.
      Deve solo spiegare che lo scambio sarà a tre invece che a due, inserire le generalità delle persone coinvolte e indirizzare le domande alle amministrazioni interessate. Specifichi i profili professionali di ciascuno, inquadramenti e mansioni. Una volta verificata la sussistenza dei requisiti, di concerto fra loro, le amministrazioni daranno il via alla mobilità.

  2. Gentilissimo
    Io e altri due colleghi abbiamo richiesto una mobilità compensativa a tre..due aziende ospedaliere si stanno muovendo hanno fatto i colloqui e chiesto la storia personale lavorativa…mentre la terza azienda è bloccata perché vuole trovare una legge dove si dice che la mobilità a tre si possa fare…noi abbiamo trovato articoli lgs dove si dice che si può fare la Mobilità ma da nessuna parte che si può fare a tre…non c’è limite di persone specificato…il giuridico di questo ospedale non è convinto…non sa se si può fare e non sa come fare la delibera, in quanto ci dice che non avrebbe rapporti con la terza persona che non passa dal loro ospedale e non sa se sia giusto inserirla in una loro delibera…
    Può aiutarci gentilmente a trovare una legge, se esiste, dove è specificata la mobilità a tre oppure come deliberare in questi casi?
    Come può vedere ci stiamo ulteriormente imbattendo nella burocrazia…la volontà di questa azienda c’è in fondo ad accettare…
    Grazie mille
    Cecilia

    1. Buongiorno Clara.
      L’unica norma è l’art. 7, DPCM 325/1988. La mobilità per interscambio a tre (o anche a più risorse) è sempre stata ancorata a tale disposizione, perché il suo tenore letterale, quando parla di “domanda congiunta di compensazione”, non esclude che siano coinvolte più di due lavoratori.
      Un saluto.

  3. Buongiorno..in accordo con collega di un’altra azienda ospedaliera ho presentato la domanda di mobilità compensativa…ma è stata bloccata in quanto io ho le prescrizioni riguardo ai carichi … possono farlo? premetto che dove lavoro adesso mi comporta 80km al giorno e turni notturni..

    1. A quale CCNL appartiene? Inquadramento e categoria sono gli stessi del collega? Le prescrizioni sono da contratto individuale o da CCDI?

  4. buon giorno .. ho un contratto di lavoro con il SSN e per motivi familiari voglio trasferirmi in Lombardia. Categoria B 2 Coadiutore Amministrativo, secondo l’art. 7 del D.P.C.M 325/1988 devo trovare un collega con pari qualifica e profilo professionale. Ma è possibile chiedere il declassamento, per ottenere lo scambio? c’è qualche articolo di riferimento?

    1. Se per “declassamento” intende una progressione orizzontale al contrario nella categoria, allora no.
      Non può passare dal B2 al B1.

  5. Buon giorno Avvocato…sono stato assunto da poco tramite concorso in Comune e sto completando il periodo di prova, ho avuto l’occasione di trovare un interscambio a tre con la mia stessa categoria ( C ) però posizioni economiche diverse, passando il periodo di prova posso chiedere lo scambio o devo aspettare il periodo di permanenza all’ente di 5 anni come previsto dal T.U.P.I? La ringrazio in anticipo.

    1. Buonasera. Il vincolo vale solo per enti con più sedi dislocate sul territorio nazionale e il Comune non rientra fra questi. Tuttavia, deve documentarsi con il Comune in questione, perché il vincolo quinquennale potrebbe comunque esistere nel regolamento dell’ente locale. Se non c’è vincolo nel regolamento, può chiedere lo scambio appena superato il periodo di prova. Saluti

  6. Buonasera….sono stata assunta da poco presso il ministero della giustizia…..avrei trovato un dipendente di un ente locale disposto ad effettuare uno scambio ma il mio contratto prevede il vincolo di permanenza nella prima sede per 5 anni…….non c’è un modo per superare tale previsione visto che l’amministrazione non viene danneggiata…..grazie mille

    1. Se previsto dal contratto individuale che ha sottoscritto la vedo difficile. Anche il bando di concorso prevedeva il vincolo quinquennale?

  7. Buona sera. Ho un quesito forse ingenuo. È possibile rivolgere direttamente domanda di mobilità volontaria direttamente all’amministrazione presso cui si desidera spostarsi. Nello specifico io sono agente di polizia municipale presso un comune che non è quello in cui risiedo. Avendo necessità di riavvicinamento, è possibile a suo avviso, inoltrare domanda di mobilità volontaria direttamente al Settore personale o al Comando di polizia municipale del mio Comune di residenza (che so essere in forte carenza organica)? Se sì, con quale modalità e con quale forma dovrei inoltrare la domanda? A quale normativa, eventualmente, dovrei fare riferimento? Spero di essere stata chiara nell’esprimere il mio quesito.
    La ringrazio sinceramente per la pazienza e l’attenzione.
    Chiara

    1. Purtroppo non funziona così: deve attendere che l’amministrazione presso cui vuole trasferirsi pubblichi un bando. Non esistono alternative, salvo che non trovi un dipendente di quella sede disposto a scambiarsi con lei.

  8. Buonasera, ma l’interscambio può avvenire tra due dipendenti della stessa categoria (C) anche se hanno qualifiche e aree differenti? Io appartengo all’area Comunicazione (ma svolgo mansioni da istruttorie amministrativo), l’altro dipendente è amministrativo.

    1. Sì, può avvenire. Saranno le amministrazioni interessate a valutare se le qualifiche e aree differenti possano essere compatibili, nel momento in cui dovranno fornirvi i nulla osta. Attenzione a quanto stabilito dai rispettivi contratti decentrati

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