Ordinamento giudiziario e Csm: la riforma pubblicata in Gazzetta

Stop alle ”porte girevoli” e stretta sui passaggi di funzione tra giudicante e requirente. Nuove regole per le valutazioni di professionalità, la composizione e l’elezione del Csm

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 142 del 20 giugno la Legge 17 giugno 2022, n. 71 di riforma dell’ordinamento giudiziario e del Consiglio Superiore della Magistratura, approvata in via definitiva dal Senato nel testo licenziato lo scorso aprile dalla Camera dei Deputati.

Il provvedimento normativo (rubricato “Deleghe al Governo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e per l’adeguamento dell’ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura” – testo in calce) si articola in 6 capi per un totale di 43 articoli.

La prima parte del provvedimento delega il Governo alla riforma dell’ordinamento giudiziario, e, in particolare, alla revisione:

  • dei criteri di assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi, affinché vengano decisi in base all’ordine cronologico delle scoperture per evitare le “nomine a pacchetto”;
  • del procedimento di approvazione delle tabelle organizzative degli uffici giudiziari in direzione di una semplificazione;
  • dei criteri di accesso alle funzioni di di consigliere di cassazione e di sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione;
  • delle procedure di valutazione di professionalità dei giudici togati, prevedendosi l’istituzione di un fascicolo personale per tale valutazione contenente, per ogni anno di attività, i dati statistici e la documentazione necessari per valutare il complesso dell’attività svolta;
  • della disciplina dell’accesso in magistratura, prevedendosi l’accesso al concorso direttamente dopo la laurea.

La delega è diretta anche alla disciplina:

  • del passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa, prevedendosi, come regola generale, che tale passaggio possa essere effettuato solo una volta nel corso della carriera entro 10 anni dalla prima assegnazione delle funzioni;
  • dell’organizzazione degli uffici di giurisdizione e dell’incompatibilità di sede per ragioni di parentela o coniugio e di tramutamenti ad altra sede o ufficio;
  • degli illeciti disciplinari dei magistrati, con introduzione di nuove condotte e due nuovi istituti (estinzione dell’illecito e riabilitazione).
    Per quanto concerne la parte immediatamente precettiva assumono particolare rilievo in ragione del dibattito che ha accompagnato l’intero iter normativo:
  • le disposizioni dirette ad evitare le c.d. porte girevoli mediante la previsione di ineleggibilità dei magistrati che non siano collocati in aspettativa e di limiti al ricollocamento in ruolo per i magistrati candidati e non eletti
  • le disposizioni concernenti la composizione del CSM, il numero dei cui componenti è portato a 30 complessivi (20 magistrati ordinari, e 10 eletti dal Parlamento) con conseguente modifica del quorum funzionale per la validità delle deliberazioni: almeno 14 magistrati e 7 consiglieri eletti dal Parlamento;
  • le disposizioni concernenti il sistema elettorale dell’organo di autogoverno che viene configurato come sistema maggioritario con correttivo proporzionale, basato su candidature individuali (un minimo di 6 candidati in ogni collegio binominale), di cui almeno tre del genere meno rappresentato, e eventuale sorteggio, laddove manchi il numero minimo di candidati o sia necessario riequilibrare le candidature del genere meno rappresentato.

Tratto da http://www.altalex.com/documents/news/2022/06/17/ordinamento-giudiziario-csm

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