Par condicio referendum costituzionale: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il vademecum.

La commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, con il provvedimento dell’11 ottobre 2016, ha emanato le disposizioni in materia di comunicazione, politica, tribune, messaggi autogestiti e informazione della società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale in relazione alla campagna per il referendum popolare confermativo indetto per il giorno 4 dicembre 2016.

Il provvedimento è volto a far sì che in tutte le trasmissioni che operano riferimenti ai temi propri del referendum, gli spazi siano ripartiti in due parti uguali fra le opposte indicazioni di voto, ovvero fra i favorevoli e i contrari al quesito.

Fuori dai casi di interviste, confronti e tribune referendarie, messaggi politici autogestiti relativi ai temi propri del referendum, le altre trasmissioni di comunicazione politica, eventualmente disposte dalla Rai, diverse dalle tribune, si devono conformare alle disposizioni di imparzialità di cui al provvedimento, in difetto della quale non possono aver luogo riferimenti specifici al quesito referendario, non è ammessa, a nessun titolo, la presenza di esponenti politici, e non possono essere trattati temi di chiara rilevanza politica e referendaria ovvero che riguardino vicende o fatti personali di personaggi politici.

La norma prevede che nella fase finale della campagna referendaria fino al 2 dicembre, la Rai trasmette confronti tra due dei soggetti, uno per ciascuna indicazione di voto, in condizioni di parità di tempo, di parola e di trattamento, avendo cura di evitare la sovrapposizione oraria con altri programmi delle reti generaliste della Rai a contenuto specificamente informativo. Il confronto dovrà essere moderato da un giornalista della Rai. La durata di ciascun confronto è di almeno 20 minuti. La partecipazione dei soggetti è determinata in ordine crescente sulla base della rappresentanza parlamentare al momento della pubblicazione della delibera.

Gli spazi per i messaggi autogestiti sono ripartiti tra i soggetti a favore del “sì” e quelli a favore del “no”, i quali beneficiano degli spazi a seguito di loro specifica richiesta alla concessionaria. In tale richiesta essi dichiarano quale indicazione di voto intendono sostenere, indicano la durata di ciascuno dei messaggi richiesti e specificano se e in quale misura intendono avvalersi delle strutture tecniche della Rai, ovvero fare ricorso a filmati e registrazioni realizzati in proprio, purché con tecniche e standard equivalenti a quelli comunicati dalla Rai alla Commissione.

Il consiglio di amministrazione e il direttore generale della Rai sono impegnati, nell’ambito delle rispettive competenze, ad assicurare l’osservanza delle indicazioni e dei criteri contenuti nel provvedimento, riferendone tempestivamente alla Commissione.
Qualora dai dati del monitoraggio emergessero squilibri fra i soggetti favorevoli e contrari al quesito
referendario, essi, nel rispetto dell’autonomia editoriale, dovranno richiedere alle testate interessate misure di riequilibrio a favore dei soggetti danneggiati. Per le tribune essi potranno essere sostituiti dal direttore competente.

In conclusione, sono quasi nulle le novità di rilievo rispetto alle passate politiche di par condicio. Soprattutto, appaiono deboli le sanzioni in cui può incorrere il sistema radiotelevisivo in caso di violazioni delle norme, nonché poco efficaci i meccanismi di rimozione e compensazione del comportamento sanzionato.

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