Professione di attuario, le misure compensative per gli stranieri comunitari esercenti in Italia.

Dal 16 marzo entrerà in vigore il regolamento 22/2016 concernente le misure compensative per l’esercizio della professione di attuario. Cosa si intende per misure compensative? E perché è importante il regolamento da poco emanato?

Per esercitare questa professione in Italia è necessario superare due prove scritte, una prova pratica e una orale. Tuttavia, la libera circolazione delle persone e dei servizi nella UE impone che chi abbia diritto a esercitare una professione nel proprio Paese appartenente alla comunità, debba avere diritto di esercitare anche in tutti gli altri Paesi. In questo modo, potrebbe facilmente succedere che un attuario, divenuto tale in un Paese che non prevede esami per conseguirne il titolo oppure ne preveda di molto semplici, potrebbe esercitare in un Paese in cui – come l’Italia – i requisiti legali per diventare attuario sono di più difficile conseguimento. Si produrrebbe, così, sia una disparità fra i professionisti che il venir meno della garanzia della qualità del servizio reso nel paese con presupposti legali più rigidi.

Per ovviare a questo possibile inconveniente, con la direttiva 2005/36/CE e il decreto legislativo attuativo 206/2007 si era previsto che in caso di differenze sostanziali tra le qualifiche professionali del prestatore e la formazione richiesta dalle norme nazionali, nella misura in cui tale differenza sia tale da nuocere alla pubblica sicurezza o alla sanità pubblica, il prestatore possa colmare tali differenze attraverso il superamento di una specifica prova attitudinale per l’accesso alla professione di attuario, da disciplinare mediante decreto del Ministro della giustizia. Proprio perché volta a compensare le preparazioni degli attuari esercenti nei diversi paesi, la prova in questione costituisce la misura compensativa di cui si parlava in precedenza.

Il decreto, emanato a quasi 9 anni di distanza, prevede che vi saranno due prove all’anno a distanza di sei mesi l’una dall’altra. L’esame, si svolgerà in lingua italiana, e si articolerà nella prova scritta o pratica e nella prova orale, ovvero nella sola prova orale, come stabilito nel decreto di riconoscimento, ossia il decreto adottato dal direttore generale della giustizia civile presso il Ministero della giustizia, con il quale si ritiene valido il titolo rilasciato dal proprio Paese d’origine.

La prova scritta, della durata massima di sette ore, consiste nello svolgimento di uno o più elaborati vertenti sulle materie indicate nel decreto di riconoscimento, quali materie su cui svolgere la prova scritta. Nel caso siano previste più prove scritte, le stesse si svolgono in giornate diverse e ciascuna di esse ha come durata massima sette ore.

L’eventuale prova pratica consiste nello svolgimento di una prestazione o operazione tipiche della attività professionale, secondo quanto previsto nel decreto di riconoscimento e ha come durata massima sette ore.

Infine, la prova orale verte sulle materie indicate nel decreto di riconoscimento quali materie su cui svolgere la prova orale, oltre che su ordinamento e deontologia professionale.

Per la valutazione di ciascuna prova ogni componente della commissione dispone di dieci punti di merito. Alla prova orale sono ammessi coloro che abbiano riportato in ogni prova scritta una votazione minima complessiva pari a trenta. Si considera superato l’esame da parte dei candidati che abbiano conseguito, anche in ciascuna materia della prova orale, un punteggio complessivo non inferiore a trenta. Dell’avvenuto superamento dell’esame la commissione rilascia certificazione all’interessato ai fini dell’iscrizione all’albo. In caso di esito sfavorevole o di mancata presentazione dell’interessato senza valida giustificazione, la prova attitudinale non potrà essere ripetuta prima di sei mesi.

Il richiedente presenta al Consiglio nazionale domanda di ammissione all’esame, unitamente a copia del decreto di riconoscimento e a copia di un documento di identità. Entro il termine massimo di sessanta giorni dal ricevimento della domanda, la Commissione si riunisce su convocazione del presidente per la fissazione del calendario delle prove di esame.

Il regolamento disciplina anche le modalità di nomina dei commissari d’esame, della liquidazione dei loro compensi e del regime della vigilanza in sede d’esame.

L’allegato A elenca le materie oggetto d’esame dividendole a loro volta fra:

  1. materie per la sezione A dell’albo: Matematica finanziaria – Matematica attuariale – Economia e finanza delle assicurazioni – Statistica attuariale – Teoria del rischio – Finanza matematica – Tecnica attuariale delle assicurazioni vita – Tecnica attuariale delle assicurazioni contro i danni – Tecnica attuariale delle assicurazioni contro i rischi della persona – Tecnica attuariale delle assicurazioni sociali – Tecnica attuariale della previdenza complementare – Tecniche di trattamento informatico di basi di dati per le assicurazioni, la previdenza e la finanza – Legislazione delle assicurazioni private e della previdenza;
  2. materie per la sezione B dell’albo: Matematica finanziaria – Matematica attuariale – Economia e finanza delle assicurazioni – Statistica assicurativa – Teoria del rischio – Analisi tecnica dei prodotti assicurativi, previdenziali e finanziari – Tecniche di trattamento informatico di basi di dati per le assicurazioni, la previdenza e la finanza – Fondamenti della legislazione assicurativa.

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