Rivoluzione magistratura ordinaria, le novità apportate dalla legge 57/2016.

Entro il 14 maggio 2017, il governo dovrà adottare l’attesissimo decreto legislativo con il quale verrà rivoluzionata la magistratura onoraria. I criteri guida cui il governo dovrà attenersi sono stati indicati dal parlamento nella legge delega che si andrà ora a esaminare.

Innanzitutto, i giudici onorari non saranno più suddivisi fra Tribunali, Giudice di pace ecc., ma dovranno essere raggruppati in un solo ufficio sotto un’unica figura di giudice. Si dovrà prevedere una figura di magistrato requirente (un pubblico ministero, quindi) di natura onoraria, nonché una disciplina dettagliata delle incompatibilità con la magistratura onoraria stessa e dell’impiego delle figure in questione nei tribunali e nelle procure, regolando altresì i casi di trasferimento, decadenze e sanzioni disciplinari dei magistrati onorari.

Una prima grande novità è quella implicante un aumento delle competenze dei G.O. nel settore penale e nel settore civile, sia per materia che per valore, suggerendo la possibilità di decidere secondo equità nelle cause sino a 2.500,00 €.

Tutti i Giudici onorari confluiranno, come detto, in un unico ufficio, quello del Giudice di Pace e verranno denominati “Giudici onorari di Pace”. Quelli inseriti nella magistratura requirente, invece, verranno annoverati nello “ufficio dei vice procuratori onorari”.

Vengono previsti, quali requisiti per far parte della magistratura onoraria, i requisiti:
1) della cittadinanza italiana;
2) del possesso dei diritti civili e politici;
3) di non aver riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzione e di non essere stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza, salvi gli effetti della riabilitazione;
4) della onorabilità, anche con riferimento alle sanzioni disciplinari eventualmente riportate;
5) della idoneità fisica e psichica;
6) dell’eta’ non inferiore a ventisette anni e non superiore a sessanta anni;
7) della professionalità;
8) dell’aver conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di corso universitario di durata non inferiore a quattro anni.

Verrà data preferenza:
1) di coloro che hanno esercitato funzioni giudiziarie a titolo onorario;
2) di coloro che svolgono o hanno svolto la professione di avvocato;
3) di coloro che svolgono o hanno svolto la professione di notaio;
4) di coloro che insegnano o hanno insegnato materie giuridiche presso le università.

Di assoluto rilievo, si accennava, la volontà di attribuire ai giudici onorari la facoltà di decidere secondo equità sino a 2.500,00 € e tutte le cause, in competenza esclusiva, delle seguenti materie:
a) le cause e i procedimenti di volontaria giurisdizione in materia di condominio degli edifici;
b) i procedimenti di volontaria giurisdizione in materia successoria e di comunione, connotati da minore complessità quanto all’attività istruttoria e decisoria;
c) le cause in materia di diritti reali e di comunione connotate da minore complessità quanto all’attività istruttoria e decisoria;
d) le cause relative a beni mobili di valore non superiore a € 30.000;
e) le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti di valore non superiore ad euro 50.000;
f) altri procedimenti di volontaria giurisdizione connotati da minore complessità quanto all’attività istruttoria e decisoria;
g) i procedimenti di espropriazione mobiliare presso il debitore e di espropriazione di cose del debitore che sono in possesso di terzi; il presidente del tribunale attribuisce ad uno o più giudici professionali il compito di impartire specifiche direttive anche in merito alle prassi applicative e di vigilare sull’attività dei giudici onorari di pace;
h) i procedimenti per i reati, consumati o tentati, previsti dagli articoli 612, primo e secondo comma, salvo che sussistano altre circostanze aggravanti, 626 e 651 del codice penale, nonché per le contravvenzioni previste dagli articoli 727 e 727-bis del codice penale e per quelle previste dall’articolo 6 della legge 30 aprile 1962, n. 283.

Non potranno esercitare le funzioni di giudice di pace:
a) i membri del Parlamento nazionale e i membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, i membri del Governo e quelli delle giunte degli enti territoriali, nonché i consiglieri regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali;
b) gli ecclesiastici e i ministri di qualunque confessione religiosa;
c) coloro che ricoprono o che hanno ricoperto, nei tre anni precedenti alla domanda, incarichi direttivi o esecutivi nei partiti politici o nelle associazioni sindacali maggiormente rappresentative;
d) coloro che ricoprono la carica di difensore civico;
e) coloro che svolgono abitualmente attività professionale per conto di imprese di assicurazione o bancarie, ovvero per istituti o società di intermediazione finanziaria, oppure hanno il coniuge, i conviventi, i parenti fino al secondo grado o gli affini entro il primo grado che svolgono abitualmente tale attività nel circondario in cui il giudice di pace esercita le funzioni giudiziarie.
Vengono disposte, inoltre, altre incompatibilità in ragione dei vincoli di parentela oppure legate all’esercizio della professione di avvocato nel medesimo circondario dove si svolge quella di giudice.

Vengono infine previste una serie di norme concernenti la formazione dei giudici onorari e per le regioni a statuto speciale.

Al netto di quanto previsto nella legge delega, si attende di vedere quali scelte, in sede di emanazione del decreto, verranno fatte dal governo. Una prima lettura della norma palesa alcuni punti critici, come quello, ad esempio, di attribuire al Giudice onorario le cause in materia condominiale in via esclusiva. Tuttavia, per avere una quadro completo e poter esprimere un giudizio globale sarà necessario attendere il decreto definitivo del prossimo anno.

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