Sanzione amministrativa per occupazione abusiva di alloggi ERP: non dovuta dall’ospite senza titolo.

È quanto ha stabilito la II sezione del Tribunale Civile di Roma su ricorso avanzato dal nostro studio, annullando così la determinazione dirigenziale ingiuntiva che aveva irrogato la sanzione, originariamente fissata in € 65.000,00.

L’occupante di un alloggio di edilizia residenziale pubblica (ERP), anche se non munito di contratto a suo nome, non può essere destinatario di una sanzione amministrativa per occupazione senza titolo, purché sia conosciuto dall’ente gestore (nel caso di specie, sotto la qualificazione di “ospite”).

Il Tribunale Civile di Roma, Sez. II, infatti ha ritenuto che in questi casi difetta l’elemento soggettivo richiesto dall’art. 3 della Legge n. 689/1981, ai sensi del quale: «nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa, ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa. Nel caso in cui la violazione è commessa per errore sul fatto, l’agente non è responsabile quando l’errore non è determinato da sua colpa».

Il Giudice rilevava che «una tale situazione, dal punto di vista sanzionatorio, porta ad escludere che possa essersi determinata una condizione suscettibile di valutazioni in termini di occupazione abusiva, in applicazione dell’art. 3 della l. 689/81 afferente la sussistenza dell’elemento soggettivo della violazione contestata – considerando che l’errore sulla liceità del fatto (riconoscibile anche in tema di illecito amministrativo) – possa ritenersi rilevante in presenza di elementi positivi idonei ad ingenerare, nell’attore della violazione, il convincimento della liceità del suo operato», annullando in questo modo la determinazione dirigenziale ingiuntiva.

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