Sigarette e tabacchi. Ecco le immagini shock sui pacchetti di sigarette.

Col d.lgs. 6 del 2016 prende il via la campagna di sensibilizzazione contro il fumo di cui il governo nei mesi precedenti si era fatto promotore: nuovi avvertimenti sui pacchetti di sigarette, confermati limiti di emissione nei tabacchi, controlli sulle materie immesse nel mercato e, questo il punto più incisivo della nuova normativa, l’utilizzo di immagini forti e di enorme impatto emotivo sui pacchetti di sigarette o di tabacco acquistati dai fumatori.

Il provvedimento entrerà in vigore dal 20 febbraio 2016 e prevede una serie di interventi volti a disincentivare l’acquisto di sigarette e, più in generale, di tabacchi. Ma in cosa consistono tali interventi?

Innanzitutto, restano rigidi i limiti alle emissioni: 10 mg di catrame per sigaretta; 1 mg di nicotina per sigaretta; 10 mg di monossido di carbonio per sigaretta.
In secondo luogo, l’istituto superiore di sanità si conferma l’organo deputato a svolgere i controlli sulla sostenibilità dell’impatto dei prodotti immessi nel mercato e adibito al rilascio delle relative autorizzazioni. Resta obbligatoria, a carico delle imprese produttrici, la segnalazione dei prodotti utilizzati per fabbricare le sigarette, nonché la notificazione dettagliata degli additivi utilizzati per lavorare le sigarette o direttamente i tabacchi. Il tutto è sottoposto a rigide e rigorose procedure di valutazione degli standard indicati.

Tassativamente vietato l’utilizzo di vitamine o altri additivi che creino l’impressione che un prodotto del tabacco possa produrre benefici per la salute o comporti minori rischi per la salute. Vietate, altresì, caffeina o taurina o altri additivi e composti stimolanti che presentano una connotazione di energia e di vitalità; additivi con proprietà coloranti delle emissioni; additivi che facilitano l’inalazione o l’assorbimento di nicotina.

Quindi, ecco le misure più pregnanti circa etichettatura e confezionamento: l’art. 9 prevede che le avvertenze relative alla salute dovranno coprire tutta la superficie della confezione unitaria o dell’imballaggio esterno ad esse riservata.
Poi, le avvertenze: obbligatoria l’indicazione sul pacchetto del numero verde per informazioni sulla disassuefazione dal fumo; confermate le frasi manifestanti i pericoli e i rischi connessi al vizio del fumo e, quindi, associate alle stesse, dovranno essere stampate anche delle immagini a colori dal contenuto forte e scioccante raffiguranti persone alle quali il fumo ha cagionato gravissimi e irreparabili danni alla salute.

Con l’avvertenza che le immagini potrebbero ferire la sensibilità di chi legge, si allega il link contenente le immagini stesse, così come riportato in Gazzetta Ufficiale:
http://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=16G0000900200010110001&dgu=2016-01-18&art.dataPubblicazioneGazzetta=2016-01-18&art.codiceRedazionale=16G00009&art.num=1&art.tiposerie=SG

Una scelta radicale e, per certi versi discutibile. Vero è che i danni arrecati dal fumo costituiscono una vera e propria piaga sociale: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le sigarette sono la causa del 20% delle morti nei Paesi sviluppati, oltre a essere causa del 90-95% dei tumori polmonari, l’80-85% delle bronchiti croniche ed enfisema polmonare, il 20-25% di malattie cardiovascolari.

Tuttavia, la scelta di utilizzare immagini di così forte contenuto ha il sapore di un’ulteriore drastica sterzata verso la strategia della paura, l’unica, a parere delle istituzioni, davvero in grado di sortire effetti nella lotta contro il fumo. Si auspica, comunque, una particolare attenzione da parte dei genitori per evitare la visione delle immagini ai figli di tenera età, i quali, seppur non fumatori, spesso si trovano a “osservare” da semplici spettatori il pacchetto di sigarette degli incauti mamma e papà.

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