Veicolo fermo: anche se in aree private, la RC auto è obbligatoria.

Con una recente pronuncia, la Corte di Giustizia dell’UE conferma quanto già affermato unanimemente dai giudici italiani: la mancata circolazione del veicolo su strada non giustifica il mancato pagamento del premio per la responsabilità civile.

Con la sentenza Cass. Civ. n. 22035/2008, si era già delineato chiaramente l’orientamento della giurisprudenza italiana sul punto: anche se in sosta in un’area privata, è illecito non fornire il veicolo dell’assicurazione obbligatoria.

Nella sentenza predetta, i Giudici affermavano che è l’art. 1, Legge 24 dicembre 1969 n. 990, a prevedere l’obbligo dell’assicurazione della responsabilità civile per i veicoli a motore posti in circolazione “su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate” e che l’art. 2, comma 1, D.P.R. 24 novembre 1970, n. 973, contenente il regolamento esecutivo della Legge n. 990 del 1969, dispone che “Sono considerati in circolazione anche i veicoli in sosta su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate“.
La sentenza chiariva che i veicoli, ancorché privi di parti essenziali per un’autonoma circolazione o fortemente danneggiati od usurati, non sono esclusi dall’obbligo assicurativo se non risulti la prova della loro assoluta inidoneità alla circolazione e la loro sostanziale riduzione allo stato di rottame, non rilevando in contrario neppure la circostanza che il proprietario abbia raggiunto accordi con terzi per provvedere all’asporto ed alla successiva demolizione auto.

La Corte di giustizia dell’Unione europea non ha fatto altro che confermare e avvalorare la ricostruzione compiuta dai giudici italiani, spingendosi anche oltre, affermando, nella sentenza C-80/17 del 4 settembre 2018, che l’obbligo di assicurazione va esteso persino alle auto tenute in sosta in area privata: il tribunale europeo ha spiegato che la polizza di responsabilità civile è obbligatoria se il veicolo sia immatricolato e idoneo a circolare, non rilevando il fatto che sia lasciato fermo su un terreno privato. Questo perché, non essendo stato ufficialmente ritirato dalla circolazione, risponde alla nozione di “veicolo” contenuta nella direttiva 72/166/Ce in base alla quale la responsabilità civile deve essere coperta da assicurazione.

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