Il testamento e il diritto di accrescimento. Quando l’erede testamentario non accetta quanto disposto in suo favore.

Tutti abbiamo sentito parlare del testamento come lo strumento utilizzato da un soggetto per disporre dei propri beni in favore di terzi che non si trovino già nel suo asse ereditario.
Chi redige un testamento dovrà prestare attenzione a non ledere le quote di legittima degli eredi e, al contempo, dovrà valutare con attenzione quali beni devolvere a mezzo del testamento e a quali soggetti. Infatti, potrebbe ben accadere che un soggetto, designato da un testamento quale erede, possa non essere interessato al bene oggetto della chiamata, rifiutandosi di accettarlo.
Cosa succede in questi casi alle volontà previste nel testamento? Che fine fa il bene oggetto di testamento? Ma, soprattutto, chi ha il potere di decidere le sorti di un testamento redatto da un soggetto oramai non più in vita?
Ecco che, in proposito, l’ordinamento ha elaborato lo strumento dell’accrescimento.

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