La multa per divieto di sosta. Le regole e tutte le contestazioni sollevabili. (PARTE 2)

Nel post di venerdì 25 novembre si è iniziato ad affrontare il tema delle multe, dando conto dei diversi motivi di impugnazione che possono essere fondatamente portati avanti per potersi procedere all’annullamento del verbale.
Come già preannunciato, nel post di oggi verrà proseguito l’elenco delle diverse tipologie di contestazioni alla multa per divieto di sosta e verrà dedicata una parte al cosiddetto preavviso di contravvenzione (il cosiddetto “foglietto sul parabrezza”) e ai contrasti interpretativi che lo contraddistinguono.

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La multa per divieto di sosta. Le regole e tutte le contestazioni sollevabili. (PARTE 1)

Da cittadino romano, avvocato giramondo e automobilista, nonché scooterista, so bene quanto sia necessario – a volte – parcheggiare il veicolo anche dove non si potrebbe. La regolamentazione della sosta, nel ginepraio di asfalto del comune di Roma, è segnalata da cartelli di varia natura, strisce colorate, zebrature e norme scritte nel codice della strada che sebbene non impongano alcun tipo di segnaletica costringono comunque ogni automobilista alla loro conoscenza: pertanto è facile incappare in una multa (o per meglio dire “sanzione amministrativa”) per divieto di sosta.
Ma vi è un solo tipo di divieto di sosta? Come deve essere segnalato il divieto di sosta? Cosa significa “divieto di sosta” per la legge? E, soprattutto, quali obblighi deve adempiere l’amministrazione per potersi arrogare il diritto di multare un veicolo in divieto di sosta? Quando e come un funzionario o agente di polizia stradale può elevare una sanzione per divieto di sosta?

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