Mobilità dei lavoratori. Il periodo minimo di permanenza post mobilità ex art. 30 vale anche per le successive richieste di interscambio?

Le norme prevedono che, a seguito di mobilità per concorso, il soggetto vincitore deve restare nell’ente di destinazione per almeno cinque anni. Ma lo stesso vincolo non viene espressamente previsto anche per la mobilità per interscambio, cioè quella che avviene non per graduatoria ma su semplice accordo fra due o più dipendenti che intendano scambiarsi. Quindi, in questo caso, il periodo minimo deve considerarsi esistente o meno?

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Le procedure di mobilità volontaria quale mezzo per cambiare il luogo di lavoro: il progetto di portale Iuribus.

Capita spesso, per le esigenze più diverse, di dover cambiare il luogo in cui si presta la propria attività lavorativa. Motivi di studio, salute, esigenze famigliari o semplice iniziativa del lavoratore: se il dipendente fa parte della pubblica amministrazione, allo stesso è consentito lo spostamento purché in aderenza a una serie di regole predisposte dall’ordinamento.

Nel presente post non verranno trattate le tematiche attinenti alla recente normativa del 2014 concernente la mobilità obbligatoria nonché gli altri tipi di mobilità creati per soddisfare esigenze della P.A.: si tratterà solo delle procedure di mobilità che possono sorgere su iniziativa del dipendente pubblico.

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