Tribunale di Roma, è fondato su responsabilità datoriale il ricorso davanti al giudice del lavoro per infortunio sul lavoro contro un’impresa soggetta a procedura concorsuale.

La sezione Lavoro del Tribunale Civile di Roma ha ritenuto che la domanda rivolta al giudice del Lavoro (e non a quello del Fallimento) contro l’impresa soggetta a procedura concorsuale inquadra in automatico la domanda ai sensi dell’art. 2087 c.c. (responsabilità del datore di lavoro).

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Personale di volo e navigante: no alla tutela INAIL. Ma solo per i tratti di volo e navigazione.

Lo prevede un vecchio regio decreto del 1942: a tutelare gli infortuni sul lavoro sono solo polizze private stipulate dai datori di lavoro. Continua a leggere Personale di volo e navigante: no alla tutela INAIL. Ma solo per i tratti di volo e navigazione.

La non cumulabilità fra interessi e rivalutazione monetaria: cosa significa? Un esempio pratico.

Nel caso di ritardato pagamento di prestazioni previdenziali e assistenziali, al pensionato vanno corrisposti anche gli interessi legali e la rivalutazione monetaria: ma i due importi, per le pensioni maturate a partire dal 1° gennaio 1991, non possono essere cumulati fra loro.
Vediamo un esempio pratico per capire esattamente come opera il meccanismo dell’incumulabilità.

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Indire una procedura di mobilità ha o no la preferenza rispetto ad attingere a graduatorie ancora valide?

Si riporta un interessante articolo, tratto dal quotidiano della Pubblica Amministrazione (http://www.ilquotidianodellapa.it/) su una sentenza del Consiglio di Stato di pochi giorni or sono.

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Sezioni Unite, il licenziamento per malattia intimato prima del decorso del termine di comporto è nullo e non inefficace.

L’hanno statuito le SS.UU. della Corte di Cassazione con la sentenza n. 12568 del 22 maggio 2018.
L’intimazione non può considerarsi meramente inefficace sino al decorso del termine, ma è nulla per violazione dell’art. 2110, comma 2, c.c..

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Pensione di reversibilità antecedente all’agosto 1995: in caso di cessazione di contitolarità, non deve essere abbattuta.

Lo aveva già stabilito la Corte di Cassazione con una pronuncia del 2015 e il Tribunale del Lavoro di Roma non ha fatto altro che uniformarsi al precedente: le reversibilità liquidate ai familiari superstiti prima del 17 agosto 1995 non possono essere abbattute secondo quanto previsto dalla legge Dini. E, quindi, le relative pensioni vanno pagate per intero.

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La trattenuta del 2,5% sulla busta paga dei dipendenti pubblici. Il contrasto giurisprudenziale nel Tribunale di Roma.

Ai dipendenti pubblici viene effettuata una trattenuta su ciascuna busta paga mensile pari al 2,5% dell’80% della retribuzione.
Per gli assunti dopo il 31 dicembre 2000 che si trovano sottoposti al regime del TFR (e non del TFS), la trattenuta non dovrebbe essere praticata.
O, almeno, così lascerebbero intendere le disposizioni di legge e due sentenze della Consulta.
Presso il Foro di Roma la questione è oggetto di pronunce discordanti, su cui dovrà far luce la Corte d’Appello.

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Le sanzioni disciplinari conservative irrogate dal datore di lavoro. Entro quanto possono essere impugnate?

Un rimprovero semplice o, peggio, una multa. Può capitare che nel luogo di lavoro venga irrogata al lavoratore una sanzione di carattere disciplinare conservativa (cioè non comportante il licenziamento).

Che termine ha il lavoratore per potersi opporre? E in che modo può farlo? Sciogliamo qualche dubbio in proposito.

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Badante in nero occupa l’immobile dopo la morte dell’assistito. Quali i rimedi per gli eredi?

Dopo aver lavorato per anni in modo irregolare come badante, alla morte dell’assistito, la dipendente, letteralmente, si barrica in casa e fa vertenza agli eredi per il lavoro prestato in nero.
La badante è legittimata a occupare l’immobile? Se lo abbandona provvisoriamente, gli eredi del defunto possono rientrarne nel possesso a sua insaputa? La causa di lavoro ha qualche riflesso nell’esito dell’eventuale giudizio di sfratto?

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Mobilità dei lavoratori. Il periodo minimo di permanenza post mobilità ex art. 30 vale anche per le successive richieste di interscambio?

Le norme prevedono che, a seguito di mobilità per concorso, il soggetto vincitore deve restare nell’ente di destinazione per almeno cinque anni. Ma lo stesso vincolo non viene espressamente previsto anche per la mobilità per interscambio, cioè quella che avviene non per graduatoria ma su semplice accordo fra due o più dipendenti che intendano scambiarsi. Quindi, in questo caso, il periodo minimo deve considerarsi esistente o meno?

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