Cassazione, corresponsabile il pedone che non attraversa sulle strisce pedonali.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione, Sez. IV Penale, con la sentenza n. 23251/2019 pubblicata il 28 maggio 2019, così confermando un trend di pronunce andato consolidandosi negli ultimi anni.

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Firme digitali, la Cassazione equipara le due tipologie di sottoscrizioni.

Secondo il diritto dell’UE e le norme, anche tecniche, di diritto interno, le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni .p7m e .pdf, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna.

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Cassazione Sezioni Unite: interessi e rivalutazione monetaria per ritardato pagamento di stipendi, pensioni o istituti assistenziali dei dipendenti pubblici si calcolano al netto delle ritenute.

Le Sezioni Unite, componendo il corrispondente contrasto e decidendo la relativa questione ritenuta di massima di particolare importanza, con la sentenza n. 14429 del 2017 hanno sancito che, in caso di ritardato pagamento degli emolumenti di natura retributiva, pensionistica ed assistenziale a favore dei pubblici dipendenti in attività di servizio o in quiescenza, gli accessori di legge devono calcolarsi sulle somme dovute al netto delle ritenute previdenziali, assistenziali e fiscali, come previsto dal d.m. n. 352 del 1998.

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Spettacolo artistico lesivo del sentimento religioso del cittadino? No, se non vi ha preso parte come spettatore.

La Prima Sezione Civile della Suprema Corte ha ritenuto che l’organizzazione di uno spettacolo artistico non possa costituire, di per sé sola, violazione del personale sentimento religioso del singolo cittadino ed essere sanzionata dall’ordinamento col riconoscimento di un credito risarcitorio.

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Inammissibilità o manifesta infondatezza del ricorso in Cassazione nel caso di immotivata contrarietà alla giurisprudenza della Corte?

Con l’ordinanza interlocutoria n. 20466/2016, la Sezione Sesta della Corte di Cassazione ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite affinché esse riesaminino la questione se il ricorso per cassazione immotivatamente contrario alla giurisprudenza di legittimità, a norma dell’art. 360-bis, n. 1, c.p.c., debba essere dichiarato inammissibile anziché rigettato per manifesta infondatezza.

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Se deposito e pubblicazione della sentenza non coincidono, da quando decorre il termine “lungo” per poter impugnare?

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono espresse su un’interessante questione derivante da contrasto giurisprudenziale, concernente il caso in cui il giorno indicato come quello del deposito di una sentenza non dovesse coincidere con il giorno indicato come quello di pubblicazione. Come noto il termine per impugnare un provvedimento decorre dalla notificazione dell’atto oppure, in mancanza di questa, dalla pubblicazione dello stesso, che, di regola, coincide con il deposito.
Vediamo com’è stata analizzata e risolta la questione.

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Rinnovo della notifica non andata a buon fine: va fatta entro i termini previsti dall’art. 325 c.p.c. dimezzati.

Innovativa e, per certi versi, rivoluzionaria appare l’odierna pronuncia della Suprema Corte di Cassazione in Sezioni Unite, numero 14594/2016 in materia di notificazioni. La sentenza stabilisce un principio del tutto nuovo e a cui gli operatori del diritto tutti dovranno uniformarsi quanto prima: nel caso di notificazione non andata a buon fine per motivi non ascrivibili al notificante, quest’ultimo dovrà provvedere a rinnovare la notificazione nel termini perentori previsti dall’art 325 c.p.c. divisi a metà.
Vediamo qualche dettaglio in più

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Piattaforme petrolifere soggette all’ICI: anche la scure della Cassazione sulle “Trivelle”.

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