Risposta alla lettera aperta del 13 maggio.

Cortese Marco (userò questo nome di fantasia per rispondere alla Sua del 13 maggio u.s.), la questione che mi ha spiegato, se ho ben capito, può essere riassunta così: a causa di una serie di recenti e rilevanti riduzioni degli emolumenti da Lei percepiti in seno all’ente pubblico presso il quale Lei presta servizio, la Sua qualità della vita è sensibilmente diminuita e la Sua effettiva capacità di prestare fede agli impegni contrattuali presi a suo tempo sta venendo a mancare. Lei ha contratto, in passato, quando l’imponibile annuo era decisamente superiore a quello odierno, una serie di debiti a lungo termine (mi accennava di un mutuo e un finanziamento) contando sulla sua effettiva capacità economica di soddisfare i creditori senza pregiudizio alcuno per la Sua qualità di vita. Tuttavia, a causa dei “tagli” che hanno interessato il Suo settore, tale capacità sta venendo a mancare.

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